Roma, 5 ottobre 2021 -  Non ci sono stati solo i disagi per miliardi di utenti sparsi in ogni angolo del mondo nelle sette durante le quali WhatsApp, Instagram e Facebook sono andati in down e hanno smesso di funzionare.  C'è anche un colossale danno economico per Mark Zuckerberg stimato in oltre 6 miliardi di dollari.

Whatsapp, Facebook e Instagram down: la società ammette nuovi problemi tecnici

Secondo i dati del Bloomberg Billionaires Index, infatti, la fortuna personale di Zuckerberg è scesa lunedì a 122 miliardi di dollari (105,039 miliardi di euro), un calo di 6,11 miliardi di dollari (5,26 miliardi di euro) rispetto alla sessione precedente.  Il fondatore di Facebook ha così perso una posizione nella classifica delle persone più ricche del mondo e ora è quinto, appena dietro Bill Gates, Bernard Arnault, Jeff Bezos e Elon Musk, che è in cima alla lista. Un mese fa, il valore netto stimato dell'imprenditore era di 140 miliardi di dollari (120,537 miliardi di euro). Nonostante questo, finora quest'anno la fortuna di Mark Zuckerberg è aumentata di circa 18 miliardi di dollari (15,497 miliardi di euro). Nella sessione di lunedì, le azioni di Facebook sono scese del 4,89%, anche se finora nel 2021 si sono apprezzate di oltre il 19%.

Una giornata nera, dunque, per il fondatore di Facebook che già era iniziata male con le rivelazioni della 37enne Frances Haugen, la 'talpa' di Facebook uscita allo scoperto con l'accusa al social di mettere il profitto al di sopra della sicurezza (qui tutti i dettagli).

E oggi, il giorno dopo il clamoroso black-out, ci si interroga su molti aspetti della nostra vita iperconnessa. Condivisibile la riflessione di Stefano Zanero, professore associato di computer security del Politecnico di Milano: "L'interruzione di servizio di Facebook fa pensare a quante delle nostre attività sono centralizzate sui sistemi di una singola società, ora urge che aziende e cittadini abbiano sistemi alternativi, ecco perchè è in auge il discorso sul cloud nazionale".

L'esperto

L'esperto poi  risponde ad uno degli ovvi timori del pomeriggio di ieri, rassicurando gli utenti sulla sicurezza dei propri dati personali. A suo giudizio infatti non ci può essere stato un danno ai dati nè un rischio di attacco hacker perchè di fatto "Facebook non era raggiungibile, era sparito da Internet".

Come può essere successo tutto questo? "Per quello che sappiamo al momento dal punto di vista tecnico - spiega - un cambiamento all'interno delle infrastrutture di Facebook che collegano tutti i sistemi, ha creato problemi di comunicazione con un effetto a cascata, isolando i sistemi di Facebook da Internet".

E chiosa: "Internet una volta era una infrastruttura più distribuita, ora le grandi aziende come Facebook o come Amazon, gestiscono un'alta percentuale di tutte le cose che ci sono su Internet. Proviamo a immaginare come esperimento mentale se fosse assente anche Google e tutte le infrastutture legate al servizio Android".

Telegram e Twitter boom

Il down delle app di Zuckerber ha fatto la fortuna dei concorrenti. In Italia Telegram è passato dal 15esimo posto il 3 ottobre al primo posto il 4 ottobre mentre Twitter nello stesso periodo è passato da 95esimo posto al secondo posto in classifica delle app scaricate sugli App Store. Signal, che non era neanche nel top 100 il 3 ottobre, sale al 18esimo posto in classifica.