Venezia, 27 aprile 2018 - In Veneto dall'inzio dell'estate sono stati registrati 10 casi di persone colpite dal virus West Nile. Solo uno dei pazienti viene classificato 'grave', ossia con un quadro clinico che potrebbe evolversi in encefalite. 

West Nile è un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus viene trasmesso dalle zanzare e in circa l'80% dei casi è asintomatico, mentre nel restante 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei, che possono essere più gravi negli anziani e nelle persone debilitate. I sintomi più seri si presentano in media in meno dell'1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un'encefalite letale.
Non esiste nessun vaccino per la febbre West  Nile: per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l'esposizione alle punture di zanzare.

I dieci casi registrati dall'inizio dell'estate vengono ritenuti un dato 'non allarmante' dalle autorità sanitarie regionali del Veneto. La Regione ha avviato il monitoraggio nei periodi più caldi e umidi, quando più probabile è la diffusione della West Nile.

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Per l'Assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, "la rete di monitoraggio, i controlli, e gli interventi in caso di necessità sono tutti attivati e, per quanto riguarda le competenze dirette della Regione, è attivo il Piano Regionale di Sorveglianza, i Dipartimenti di Prevenzione sul territorio collaborano con i Comuni, nei Pronto Soccorso e nei reparti ospedalieri l'eventualità che determinati sintomi possano essere ricondotti alla West Nile è attentamente considerata e, al minimo dubbio, si fanno gli esami e si erogano le cure necessarie". La Regione Veneto dedica stanziamenti specifici, che in totale sono finora stati pari a 1,5 milioni di euro.


"Da parte loro - prosegue Coletto - i cittadini possono svolgere un ruolo importante per evitare la proliferazione delle zanzare attraverso l'adozione di semplici comportamenti come non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni dove possa raccogliersi l'acqua piovana, come barattoli, bidoni, bacinelle, annaffiatoi copertoni; svuotare giornalmente qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua e, ove possibile, capovolgerli; coprire ermeticamente i contenitori d'acqua inamovibili come bidoni o cisterne". Sui repellenti è disponibile una guida 'Scelta e corretto utilizzo dei repellenti cutanei per zanzare' sul sito internet della Regione.