Giorgio Comaschi Ciao menù, è stato bello conoscerci, è stato bello quando ti aprivamo e scorrevamo piatti con l’acquolina in bocca (mentre arrivava da parte del cameriere il "Benvenuto dello chef" e cioè quel caghino minuscolo e spesso incomprensibile simile a un oggetto volante non identificato). Adesso il menù non c’è più: norme anticovid, quindi guai a "sdidazzare" qualcosa in cui hanno...

Giorgio

Comaschi

Ciao menù, è stato bello conoscerci, è stato bello quando ti aprivamo e scorrevamo piatti con l’acquolina in bocca (mentre arrivava da parte del cameriere il "Benvenuto dello chef" e cioè quel caghino minuscolo e spesso incomprensibile simile a un oggetto volante non identificato). Adesso il menù non c’è più: norme anticovid, quindi guai a "sdidazzare" qualcosa in cui hanno messo le dita altri. Adesso lo devi cercare. Perché da qualche parte dovrà pur esserci, quello strano quadratino nero, con dei puntini dentro. Di solito è attaccato a un angolo del tavolo, a volte non lo vedi. Il QRcode. La pappa è nascosta lì, dentro a quella nuvola di nevischio nero. I camerieri fanno da guida, ma lì entra in gioco la tecnologia. "Cosa devo fare?". "Apra la fotocamera e la punti sul QRcode". Occhi che si stringono, nebbia che scende sui pensieri. Adesso il menù si legge così e se vuoi ordinare devi sottoporti a un piccolo corso accelerato alla Nasa. La gente punta il telefono. "E adesso?". "Vede? (fa il cameriere) Le compare a tendina il browser e lei clicchi lì". "Cos’è il browser? Ma soprattutto cos’è la tendina?". La lettura del menù è un avventura spaziale. Di solito il "tecnologico" del gruppo fa il lavoro per tutti, ma è bello vedere l’espressione da favola di Disney che fa quello che ci riesce. Ma poi subito dopo la frase più frequente, frutto di un ditone sbagliato, è: "Ecco. Adesso è sparito tutto!". E nel suo schermo è scesa la notte. Incerti del mestiere. Chi lo fa funzionare però è molto fiero, si sente avanti, si sente proiettato nel futuro e a volte può azzardare anche un: "I love quercod, fuud and uain, uain and fud", per far vedere che è già capace di infilare qualche parola in inglese dentro a un discorso in italiano. Cosa che lo porterà ad allinearsi alla categoria di quelli che usano location per dire posto e shower per dire doccia. "Io e il quercod ormai siamo…ass and shirt". Ma forse, culo e camicia, non si dice proprio così.