L'isola di Vulcano (foto d'archivio)
L'isola di Vulcano (foto d'archivio)

Vulcano, 22 novembre 2021 - Vietato dormire in zona rossa sull'isola di Vulcano, alle Eolie. È scattata oggi l'ordinanza del sindaco Marco Giorgianni: il provvedimento è in vigore per un mese, dalle 23 alle 6 del mattino. L'area interessata è quella di Porto Levante e dintorni, per un perimetro di circa 6 chilometri. Circa 250 le famiglie costrette a trasferirsi per evitare il rischio di respirare nella notte anidride carbonica altri gas. Tra le località prescelte per trasferirsi nelle seconde case, da parenti, amici o nelle strutture ricettive, Piano, Gelso e Vulcanello che da ricercatori e Protezione Civile sono ritenute "sicure". Nella zona rossa procede invece normalmente la vita diurna, aperti anche bar e negozi. L'ordinanza prevede lo stop allo sbarco di turisti, sempre per 30 giorni, mentre l'accesso è consentito ai pendolari che arrivano sull'isola per lavoro. È più di un mese ormai che l'attività del vulcano tiene in allarme la popolazione. Gli esperti dell'Ingv hanno accertato che "il flusso di Co2, i cui valori sono stati acquisiti in automatico dalla rete Vulcanogas, continuano ad essere elevati".

Sull'isola sono operativi ogni giorno 15 volontari della Croce Rossa e 4 della Protezione civile. Potenziato l'organico dei carabinieri giunti dalla compagnia di Milazzo per garantire anche un servizio anti sciacallaggio. Arpa e vigili del fuoco continuano la mappatura dell'isola e soprattutto la verifica nelle villette che dispongono di più piani per accertare se le famiglie potranno evitare gli spostamenti.

Il sindaco

"Noi abbiamo un dato complessivo di immissione in atmosfera, che è di 480 tonnellate giornaliere di CO2 (il valore normale è di 80, ndr), un dato certamente preoccupante", dice il primo cittadino di Vulcano, Marco Giorgianni. "Non sappiamo, però, qual è la ricaduta sul territorio: se questa quantità si distribuisce su un chilometro quadrato è una cosa, se su una porzione di 5 chilometri quadrati un'altra", aggiunge. "Nell'attesa di conoscere anche questo valore, ed è un aspetto di cui si occupa la comunità scientifica e per il quale ci vorrà circa un mese, in via prudenziale abbiamo ritenuto che fosse opportuno spostare durante la notte i cittadini che vivono nella zona 'rossa'". E allora come mai durante il giorno le attività proseguiranno regolarmente? "Gli studi scientifici hanno dimostrato che questo gas si concentra tra gli 80 centimetri e un metro da terra, è un gas pesante che ha come effetto quello di ridurre la quantità di ossigeno, quindi di rendere più difficile la respirazione. Da qui il rischio di non accorgersene durante le ore notturne mentre si dorme".  L'ordinanza prevede anche la possibilità per chi risiede nei piani superiori al pianoterra di restare nelle proprie abitazioni, "previa verifica e attestazione delle condizioni di sicurezza, da parte delle autorità competenti". "A Vulcano si contano sulle dita di una mano le case che si trovano al secondo piano - spiega Giorgianni -. Si tratta di un numero limitatissimo di casi e a ogni modo prima essere autorizzati a restare saranno effettuate misurazioni per escludere ogni rischio". 

Le reazioni

Preoccupazione, ma non allarmismo. Questa la linea di istituzioni e abitanti di Vulcano. "Da titolare di una struttura alberghiera, posso dire che questa situazione non mi spaventa", dice Gilberto Iacono, un albergatore dell'isola. "Voglio essere fiducioso, ma nello stesso tempo al pensiero di dovere abbandonare quello che la mia famiglia ha fatto sessant'anni fa mi fa paura. Non ci voglio neppure pensare...", aggiunge.  "Noi siamo cresciuti e abbiamo vissuto qui a Vulcano sapendo di stare su un'isola vulcanica, abbiamo sempre avuto un grande rispetto - spiega ancora -. Ma forse non avevamo preso in considerazione una ipotesi che si è venuta è venuta a creare". Le esalazioni di gas sono avvertite su tutta l'isola? "Noi siamo su, e sentiamo la puzza quando tira vento dall'altro lato. E' una puzza stranissima, quando si avvicina alle fumarole, molto più forte e più acre". Nei giorni scorsi si sono sentiti male alcuni gatti della zona, a visitarli è stato il veterinario del posto, cognato di Iacono è veterinario. "Loro sentono l'anidride carbonica prima di noi". La situazione è "incerta", ammette Iacono, ma bisogna essere "fiduciosi e non allarmisti". 

Padre Lio Raffaele, parroco di Vulcano, dice: "No, non abbiamo paura del vulcano. Ma c'è un sacro timore nei confronti di 'Iddu' (lui ndr)". Secondo il sacerdote questo timore è  "logico ed è normale, ma i miei parrocchiani si sono già organizzati per trascorrere le notti altrove". Per mercoledì sera Don Lio ha organizzato una veglia di preghiera.