"Nell’abisso del male, in una delle ferite più grandi che l’umanità ha inferto a se stessa, trovare le radici per i valori che rendono necessaria e inestimabile l’Europa unita di oggi: la pace, la libertà. E trovare la forza di essere vigili, davanti ad attacchi alla democrazia tutt’altro che tramontati". È il messaggio che Ursula von der Leyen e David Sassoli, presidenti di Commissione e Parlamento Ue, per la prima volta insieme in visita ufficiale in Italia, hanno scandito dal campo di concentramento di Fossoli, nel Modenese, durante la commemorazione dell’eccidio del Cibeno, del 12 luglio 1944, quando 67 prigionieri politici furono trucidati dalle SS naziste. Applausi e standing ovation per la von der Leyen. L’Europa riparte da qui, dal riconoscimento dell’orrore. "È stato un soldato tedesco a ordinare di uccidere i vostri genitori e nonni. È una colpa profonda nella storia del mio Paese", ha riconosciuto von der Leyen. Dal campo di Fossoli transitarono 5mila persone, prigionieri, verso i campi di sterminio dell’Europa centrale. Fra loro anche Primo Levi, che la stessa von der Leyen ha ricordato nel suo intervento.