Thomas Giardini, di Bologna
Thomas Giardini, di Bologna
"Ogni volta che arriva il camion con i rifornimenti, la farina bianca costa 5-6 euro in più al quintale e 10 quella di grano duro". Così, Thomas Giardini, che con la sorella Romina conduce il panificio Giardini & Mastellini di Bologna, ex presidente dell’associazione panificatori del capoluogo emiliano e...

"Ogni volta che arriva il camion con i rifornimenti, la farina bianca costa 5-6 euro in più al quintale e 10 quella di grano duro". Così, Thomas Giardini, che con la sorella Romina conduce il panificio Giardini & Mastellini di Bologna, ex presidente dell’associazione panificatori del capoluogo emiliano e della provincia, è stato costretto ad aumentare il prezzo del pane.

Di quanto?

"50 centesimi circa al chilo partendo da 4-4,20 euro fino a 10, in base alle tipologie di prodotti. Per i dolci l’adeguamento va da 1 a 1,5 euro fino a 2 per i panettoni di Natale tenendo conto dei forti rincari anche del burro, dei canditi, dello zucchero. Pensi che per il burro l’ultima consegna era a 6,30 euro al chilo e già mi hanno detto che per la prossima si arriverà a 7 con il rischio addirittura di non riuscire ad avere i rifornimenti e per questo stiamo facendo scorte in anticipo".

Quanto è rincarata la farina?

"Quella bianca da 50-55 euro al quintale è salita fino a 65-70. La farina di grano duro addirittura a oltre 100 euro da 60".

Sul prezzo del pane però non incide solo la materia prima?

"Oltre al lavoro, anche l’energia per i forni. E se prima la bolletta era di 1200-1300 euro al mese adesso siamo a 1700-1800 euro".

Gli aumenti erano inevitabili? "Non si tratta di aumenti per arricchirsi, ma del minimo per sopperire alla crescita dei costi e quando faremo i conti a fine anno è difficile che tornino tutti. Anche perché di fronte agli aumenti generalizzati, la gente sta acquistando meno e risparmia sulla spesa".

Achille Perego