Viviana Parisi (Ansa)
Viviana Parisi (Ansa)

Messina, 11 agosto 2020 - E' un giorno importante, oggi (martedì) nel giallo della morte della dj Viviana Parisi e nella scomparsa del figlioletto Gioele che ancora non è stato ritrovato. Oggi infatti è prevista l'autopsia sul corpo della donna. E dall'esame autoptico gli inquirenti aspettano risposte per capire innanzitutto quali sono state le cause della morte della dj  di 43 anni trovata senza vita sabato pomeriggio nei boschi attorno a Caronia (Messina), a cinque giorni dalla sua scomparsa insieme con Gioele, il figlio di quattro anni di cui si sono perse da allora le tracce. Dal risultato dipenderà anche il proseguimento delle ricerche del piccolo. L'inchiesta è stata aperta per omicidio e sequestro di persona. Un tecnicismo che consente di avere maggiore margini di manovra nelle indagini. Tant'è che al momento non ci sono indagati, perché il fascicolo è a carico di ignoti. Per la Procura di Patti, infatti, tutte le piste sono aperte e non ci sono al momento ipotesi privilegiate.

Il mistero degli ultimi 1500 metri

Viviana si è suicidata? E precipitata dal viadotto per un tragico incidente? O, ipotesi peggiore, è stata uccisa?. Tutte ipotesi restano in campo. Come piurtroppo resta aperto il mistero sulla sorte del piccolo Gioele le cui ricerche vanno avanti senza sosta.

L'autopsia

All'autopsia parteciperà anche una esperta di entomologia forense, in particolare di larve e insetti. Il corpo di Viviana è stato rinvenuto sabato pomeriggio ai piedi di un traliccio in pessime condizioni. La donna è stata riconosciuta solo grazie alla fede nuziale a ad alcuni oggetti che le appartenevano.

Le ricerche di Gioele

Le ricerche di Gioele proseguono senza sosta. Sotto il sole cocente, e anche di notte. Ricerche che sono "molto difficili". E non solo perché la zona da controllare è vasta quasi 500 ettari, ma anche da un punto di vista emotivo. Si cerca in pozzi, anfratti, casolari. I soccorrittori utilizzano anche droni e cani molecolari. E' chiaro che ogni giorno che loassa fa scemare le possibilità di trovare il piccolo ancora in vita. "Il trascorrere delle ore mette pressione e la ricerca diventa sempre più complicata, ma dobbiamo restare ottimisti per forza, dobbiamo trovare il piccolo Gioele...". Il maresciallo Nicola Zarbo, istruttore cinofilo del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi (Enna) è al lavoro da otto giorni, senza sosta.

L'appello del pm: "Chi ha visto parli"

"Chiunque abbia visto qualcosa utile alle indagini parli". Lo ha detto il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, titolare dell'inchiesta per omicidio e sequestro di persona.  L'appello ha in particolare due destinatari cioè le persone che hanno riferito a gente sul posto di avere visto una donna con un bambino scavalcare il guard rail. "Hanno fatto un'opera meritoria a fermarsi, per vedere se qualcuno avesse bisogno di essere soccorso - ha sottolineato Cavallo - adesso parlino con noi perché non sappiamo chi sono. È strano che nonostante il clamore mediatico non si siano ancora presentati o non ci abbiano contattati. Questa testimonianza è importante - ha spiegato il procuratore - per chiarire una volta per tutte se Gioele era con la madre o no".

La famiglia

La cognata di Viviana, Maria Mondello ribadisce: " Viviana non avrebbe mai abbandonato Gioele, lo amava. E non credo che possa avergli fatto del male. Non lo avrebbe mai ucciso".