Giallo di Caronia, la perizia sull'auto di Viviana Parisi (Ansa)
Giallo di Caronia, la perizia sull'auto di Viviana Parisi (Ansa)

Brolo (Messina), 15 settembre 2020 - Sul giallo di Caronia e sull'orribile morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele, oggi si sono svolti gli esami dell'auto a bordo della quale, il 3 agosto scorso, viaggiavano i due e anche del furgone degli operai che si occupavano di manutenzione delle autostrade.
"Sia l'auto di Viviana Parisi che il mezzo degli operai dell'autostrada erano in movimento il 3 agosto e quindi Il furgone non era fermo come si è pensato in un primo momento. Ed è probabile che lo stesso furgone abbia tentato di invadere la corsia di sorpasso investendo l'auto della donna", affermano Camelo Costa e Giuseppe Monfreda, consulenti delle famiglie Mondello e Parisi.
Inoltre, proseguono i periti, "secondo i primi riscontri il seggiolino dove viaggiava Gioele era slacciato e non attaccato all'auto. Ora andremo nella galleria Pizzo Turda sulla A 20 Messina Palermo nei pressi di Caronia per ricostruire meglio la dinamica dell'incidente".

Impronte sul parabrezza "Gioele morto nell’auto"

Il furgone degli operai

L'avvocato Pietro Venuti, legale di Daniele Mondello, "è emerso però un aspetto molto grave, che mi è stato riferito dal nostro consulente, e cioè che mentre giustamente l'auto di Viviana è stata sequestrata lo stesso 3 agosto, il camion dove si trovavano a bordo i tecnici che si occupavano di manutenzione delle autostrade con il quale ha avuto l'incidente è stato sequestrato solo il 10 settembre e sembra già avessero cominciato delle riparazioni". 
"Quello che è emerso - prosegue il legale - non ci fa stare tranquilli: potrebbe infatti essere stata modificata una prova che riteniamo fondamentale per accertare la verità sulla dinamica dell'incidente".

Il seggiolino staccato

"Il seggiolino non era utilizzabile, quindi Gioele non era lì, era seduto da un' altra parte nell'auto", dice Carmelo Costa, consulente dei legali di Daniele Mondello, dopo l'esame. Sul furgone con cui l'auto di Viviana si è scontrata aggiunge: "Abbiamo esaminato tutti i danni, il camion aveva già subito delle riparazioni perché era stato sequestrano non nell'immediatezza, ma fortunatamente nella porta coinvolta nell'incidente non aveva subito riparazioni quindi abbiamo potuto fare le nostre analisi".

"La galleria non era ben illuminata"

"Dagli esami svolti oggi sulla macchina di Viviana Parisi, sul furgone degli operai dell'autostrada, e nella galleria Pizzo Turda a Caronia non possiamo ancora escludere che il piccolo Gioele sia morto per un colpo avvenuto durante l'incidente che gli avrebbe potuto causare una emorragia celebrale e lo avrebbe fatto morire dopo nelle campagne di Caronia", dice Pietro Venuti. "E' emerso - prosegue - anche che la galleria non era completamente illuminata, un aspetto increscioso. Aspettiamo ulteriori esami sul GPS del furgone degli operai per capire a che velocità andavano loro e l'auto di Viviana e se siano stati loro a essere andati a sbattere contro l'auto della cambiando corsia. Tutti questi ulteriori esami potranno farci arrivare alla verità sull'incidente, comunque da quello che è emerso ritengo che gli operai non possano essere considerati testimoni attendibili sulla dinamica". 

Il pm: no conclusioni azzardate

"Dopo gli esami che si sono svolti oggi da parte dei nostri consulenti sui mezzi coinvolti nell'incidente tra l'auto guidata da Viviana Parisi e il furgone degli operai che si occupavano della manutenzione in autostrada lo scorso 3 agosto non escludo niente, ancora tutte le ipotesi sono aperte", dice il procuratore di Patti Angelo Cavallo che aggiunge: "Aspettiamo l'esito delle consulenze, mi sembra quanto meno azzardato trarre conclusioni da eventuali dichiarazioni di consulenti che hanno appena iniziato il loro lavoro".