Piero

Degli Antoni

Felice come un pettegolo. Una ricerca dell’Università di Pavia ha rivelato che il gossip provoca nel corpo umano la produzione di ossitocina, l’ormone della felicità, mentre diminuisce il cortisolo, quello dello stress. Dunque, un antico quanto prestigioso ateneo ci libera finalmente dal senso di colpa quando indugiamo sulle pagine, di carta o virtuali, che sussurrano pettegolezzi. Se lo facciamo, dunque, è per una naturale reazione biochimica, e non per maliziosa curiosità. D’altronde il pettegolezzo non è un’invenzione recente. Nell’antica Roma Cicerone chiamò Cesare (il quale, come si sa, era sessualmente ambidestro): "Marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti", mentre di Messalina si favoleggiò di una gara con una prostituta che sbaragliò grazie a una performance quotidiana con 25 amanti. D’altronde anche Ernest Hemingway fu costretto a fuggire da Parigi dopo la pubblicazione di ‘Fiesta’, in cui aveva rivelato autentici episodi segreti di persone note in un’apparente dimensione romanzesca. Spiare dal buco della serratura, andiamo, è per chiunque fonte di un’estasi inspiegabile eppure vigorosa, ficcare il naso nei fatti altrui è uno dei rari piaceri che un uomo (o una donna) può permettersi senza togliersi i pantaloni (o la gonna). Flirt, tradimenti, corna, gravidanze, fidanzamenti, addii, sono il nutrimento della nostra anima più oscura. Come disse Sant’Agostino: "Signore dammi la castità e la continenza, ma non subito".