9 gen 2022

Virus e litigi, Draghi ci mette la faccia E la Lega prova a stoppare il Cav

Domani conferenza stampa del premier. Il vicesegretario del Carroccio chiede un accordo con Iv e M5S

antonella coppari
Cronaca
Il presidente del consiglio Mario Draghi, 74 anni
Il presidente del consiglio Mario Draghi, 74 anni
Il presidente del consiglio Mario Draghi, 74 anni

di Antonella Coppari Da Palazzo Chigi garantiscono: se il premier ha deciso di convocare una conferenza stampa domani alle 18 per illustrare l’ultimo decreto Covid non è perché il governo si trovi in difficoltà, non c’entrano le divisioni nella maggioranza emerse nell’ultimo consiglio dei ministri né è colpa della sfida per il Quirinale. Quella, anzi, è tabù: non si nominerà affatto, e stavolta Draghi è deciso a resistere all’assedio dei cronisti. In parte è una versione un po’ addomesticata, ma in parte è vera. Al premier non è sfuggito il danno di immagine per sé, il governo e la lotta contro la pandemia arrecato dalla mancanza di una comunicazione diretta mercoledì scorso: anche i suoi fan hanno trovato poco congrua la scelta di non illustrare di persona una misura importante quanto la vaccinazione obbligatoria per gli over 50. Dunque ha deciso di correre ai ripari, di metterci faccia alla ripresa post-natalizia, spiegando che quel provvedimento "non è un compromesso" ma "la risposta all’impennata della pandemia dovuta ad Omicron". Ridurre gli spazi concessi ai no-vax – il ragionamento – serve per mantenere il Paese aperto, a differenza di quanto accadde nel 2020. Magari annunciando anche il nuovo provvedimento con gli aiuti alle attività in crisi. Non sono invenzioni: nella lotta contro il Covid la credibilità del governo è essenziale, ed è un fatto che i 3 decreti in 3 settimane hanno diffuso la sensazione di un esecutivo spiazzato dall’impennata dei contagi. Ma è difficile credere che in una conferenza organizzata a due settimane dal fischio di inizio della partita per il Quirinale Draghi non consideri per niente quel fronte. Se anche esplicitamente non dirà nulla, qualcosa da parole e toni si capirà. È un fatto che l’aggravarsi della crisi e la reazione, a tratti scomposta, del governo non agevolino la sua ...

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