Lo screening della temperatura all'aeroporto di Changi (Ansa)
Lo screening della temperatura all'aeroporto di Changi (Ansa)

Roma, 23 gennaio 2020 - "Volo CZ645, qui torre di controllo di Roma, avete a bordo casi sospetti sintomatici di coronavirus?". Il controllo del traffico aereo di Fiumicino stamattina alle 4 con questa domanda contatterà il comandante del Boeing 687 della China Southern, che ieri è partito dall’aeroporto di Wuhan, la città focolaio del virus misterioso. Atterraggio in Italia previsto per le 5.03. Il caposcalo di China Southern, ieri alla partenza, rassicurava: "Tutto regolare a bordo, nessun passeggero all’imbarco ha mostrato sintomi di alcun tipo". Ma chissà. Meglio andare coi piedi di piombo.

Lo scalo romano era ieri del tutto tranquillo, nonostante la presenza di varie troupe tv che hanno suscitato una qualche curiosità. A parte alcuni cartelli informativi per i passeggeri in partenza e in arrivo, nulla di diverso dal solito. Ma in realtà dietro l’apparente normalità l’attività della sanità aerea ferveva. A Fiumicino il ministero della Salute ha blindato ai giornalisti – in teoria – l’Usmaf, l’ufficio di sanità aerea. Obiettivo era preparare senza interferenze la procedura per la verifica di eventuali casi sospetti, che prevede un controllo preventivo tramite il comandante dell’aeromobile quando i passeggeri sono ancora a bordo, la compilazione di un questionario specifico da parte dei passeggeri, un controllo con scanner della temperatura dei passeggeri a terra. Nel mirino, per ora, non ci sono tutti i voli che vengono dalla Cina ma il solo volo diretto da Wuhan, che arriva a Roma tre volte alla settimana (martedì, giovedì e sabato), per il quale è prevista una procedura speciale. L’aereo sarà fatto parcheggiare in una piazzola ad hoc, attrezzata al peggio e pronta a essere suddivisa in una zona rossa, una gialla e una verde (quest’ultima ’cordonata’ dalla polizia). I mezzi speciali per l’eventuale trasporto di pazienti saranno già in pista. "Ai fini dello svolgimento della attività di vigilanza di competenza, connessa al focolaio di ‘Pneumonia cases of unknown aetiology – Wuhan, China – 2020’ – è scritto in una nota inviata dall’Usmaf – sul volo CZ 645, Wuhan-Fiumicino, del 23/01/2020, si richiede, cortesemente, di poter far accedere in pista il mezzo Cri con scorta da parte della Polizia-Polaria. Il mezzo della Cri Rsp (Reparto Sanità Pubblica) si presenterà alle ore 5:10 circa al varco 1 accompagnato dal nostro personale e auto della Sanità Aerea". L’Usmaf ha richiesto "in via preventiva", l’intervento di un mezzo Cri Rsp (con a bordo un medico o un infermiere "e di un pulmino ad alto biocontenimento isolato con camera a pressione negativa mod. Isoark 160-280 con sistema di filtrazione Fa300hs". Massima cautela, quindi, per garantire una risposta davvero immediata. 

L’eventuale paziente sintomatico verrà trasportato all’ospedale Spallanzani di Roma, centro di riferimento per le malattie altamente infettive e lì verrà messo in isolamento e opportunamente sottoposto a screening e se del caso mantenuto in isolamento o trattato. "Se c’è un caso sospetto a bordo il via libera alla discesa dei passeggeri, che avverà tramite scaletta e non finger e, dopo controllo della temperatura alla scaletta, attraverso Cobus fino al terminale – osserva una fonte – sarà dato dal medico Usmaf presente in pista al capo steward del volo da Wuhan.

Seguirà il trasporto del sospetto, e di eventuali congiunti e passeggeri che avessero temperatura fuori norma, allo Spallanzani". È un caso ipotetico, che al Leonardo da Vinci non si augurano proprio. Ma tutto da oggi e fino a nuova decisione della task force ’Coronavirus 2019-nCoV’ del ministero della Salute sarà improntato al principio di precauzione.