Grafico di Qn
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Roma, 2 settembre 2017 - Su 22.864 episodi di violenza sessuale consumati tra il 2010 e il 2014 in Italia il 61% dei 16.797 casi dei quali sono stati identificati i responsabili è stato commesso da cittadini italiani e il restante 39% da cittadini stranieri. Considerando che gli stranieri sono circa l’8% della popolazione, la loro propensione alla violenza sessuale è quindi circa 5 volte maggiore di quella degli italiani. 
Tornando alla pura statistica le violenze sono state commesse per l’8,6% da romeni (che nel periodo in questione erano l’1,8% della popolazione), per il 6% da marocchini (che erano lo 0,7% ), per l’1,9% albanesi (che erano lo 0,8%) e il resto da altre etnie a partire dai tunisini (1,3% degli stupri). Al tempo stesso anche il rapporto tra popolazione residente e vittime è nettamente sbilanciato a sfavore delle straniere. A fronte di un 8% di popolazione straniera, in Italia ben il 32% dei casi di stupro ha per vittime delle donne nate fuori dall’Italia: per il 9,3% sono romene, seguite dalle marocchine con il 2,7%, e poi da moldave, ucraine, albanesi. I dati dell’istituto Demoskopika, che ha elaborato materiale statistico del ministero dell’Interno, sono confermati da quelli, ancora più recenti perchè relativi al 2015, dell’Istat, sempre su fonte Viminale.
 
L’istituto di statistica ha analizzato le nazionalità di quel 39% di arrestati o denunciati dalle forze di polizia per violenza sessuale. La prima etnia sono i romeni, con 323. Seguono i marocchini con 225, gli albanesi con 96, i tunisini con 82, gli egiziani con 68, i nigeriani con 63, i peruviani con 48, gli ecuadoregni con 47, i pachistani con 44, i senegalesi con 43, gli indiani con 35, i cittadini del Bangladesh con 32, i moldavi con 23. I dati più recenti, relativi ai primi 7 mesi del 2017 confrontati col periodo corrispondente dell’anno precedente, mostrano un innalzamento dal 61% al 63% delle violenze sessuali commesse da italiani. Il numero dei migranti arrestati è infatti grossomodo lo stesso (904 contro 909 del 2016), ma il numero degli italiani è cresciuto da 1.474 a 1.534. Secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) nel 2016 gli adulti in carcere in Italia per delitti di violenza sessuale erano 3.036: 1.866 sono italiani (il 61% circa, appunto) e 1.170 stranieri. Il fatto che gli stranieri provenienti da una serie di Paesi – popolazioni giovani e in maggioranza maschili – abbiano tassi elevati lo si riscontra anche in altri Paesi.
 
In Finlandia il tasso è del 27%, mentre in Germania è molto più basso – il 9,1% –, ma con tassi di crescita preoccupanti. Secondo il rapporto sul 2016 della Bundeskriminalamt (BKA), la polizia federale tedesca, il numero dei reati sessuali commesso da stranieri è passato in un solo anno da 1.683 (4.5% del totale) a 3.404 (9.1%): una crescita del 102% del numero dei reati e del 115% degli arrestati/denunciati (che sono 3.329). Da notare che nel 2014 erano stati 949 e nel 2013 ‘solo’ 599. Quanto abbia influito il flusso di migranti giunto in Germania dalla rotta balcanica nessuno può dirlo, come è stata largamente ridimensionata la portata delle molestie della notte di Capodanno 2015/2016, ma va ricordato che con una percentuale di stranieri residenti del 12,5% (poco più della metà dei quali extracomunitari, stimati in 5,8 milioni a fronte di 5 milioni di comunitari) il tasso di stranieri arrestati per stupro del 9,1% risulta inferiore a quello dei tedeschi.