I video venivano inviati a clienti pedofili
I video venivano inviati a clienti pedofili

Treviso, 23 agosto 2019 - Un uomo di 46 anni, residente nella provincia di Treviso, è stato accusato di avere violentato la figlia biologica di due anni e mezzo, di avere filmato i fatti e - successivamente -  aver diffuso i video in un circuito di pedofili in Australia. Lo riporta questa mattina Il Gazzettino, spiegando che le indagini sono partite da un video finito al centro dell'indagine della polizia australiana che - indagando sui siti pedopornografici nel dark web - ha rintracciato il materiale e alcuni frame in cui compariva il volto del presunto orco, oltre al numero di targa di un'auto.

Le indagini, coordinate dai pm Roberto Terzo e Giorgio Gava, hanno portato giovedì all'arrestato del 46enne dagli agenti della squadra mobile di Venezia: ora è detenuto nel carcere di Treviso in attesa di essere ascoltato sui fatti. Secondo quello che è stato appurato, l'uomo per svariati anni avrebbe violentato e molestato la bambina, che all'inizio era poco più che una neonata e che ora ha appena 2 anni e mezzo. Non contento, avrebbe scoperto dei siti pedofili australiani, a cui vendeva i video delle violenze, ripresi da lui stesso. "Una notizia disgustosa: non scrivete padre, è un verme, un infame, non una bestia, le bestie non fanno queste cose", ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini promettendo di seguire il caso. L'uomo viveva da solo con la bambina, mentre la madre era andata via di casa. Al momento, la piccola non è ancora stata ascoltata dagli inquirenti: l'audizione dovrà essere mediata da una figura esperta in grado di parlarle e raccogliere la sua fiducia.