Waititi contro l’uso della cravatta
Waititi contro l’uso della cravatta

Ha vinto la sua battaglia il leader del partito Maori che, in Nuova Zelanda, era stato espulso dal Parlamento per essersi rifiutato di indossare la cravatta mentre parlava in aula: la cravatta non sarà più obbligatoria. Lo ha annunciato il presidente della Camera, Trevor Mallard, mettendo così fine alla querelle con il deputato, querelle che aveva avuto ampio risalto sulla stampa nazionale e non solo. Rawiri Waititi aveva respinto per due volte la richiesta del presidente dell’assemblea di indossare una cravatta in aula per poter prendere la parola; e ignorando la richiesta dello speaker, aveva proseguito il suo intervento, fin quando Mallard ne aveva decretato l’espulsione. "Non si tratta di cravatte, si tratta di identità culturale. È un cappio coloniale" aveva reagito il parlamentare all’uscita dall’aula, qualificando come "inconcepibile" il trattamento riservatogli.

Ma sul braccio di ferro è stata convocata la giunta del regolamento che ha deciso a favore del deputato Maori. "La commissione non ha raggiunto l’unanimità, ma la maggioranza si è detta favorevole alla rimozione dell’obbligo per le cravatte", ha reso noto Mallard. Waititi - che ha il viso con il tradizionale tatuaggio dei Maori - è apparso raggiante e finalmente a suo agio: era in Parlamento con un impeccabile abito maschile blu, un’immacolata camicia bianca ma, al posto della cravatta, una collana con una vistosa pietra verde.