di Chiara Pozzati È corsa all’ultimo pranzo. All’ultima messa in piega o sbarbata dal coiffeur. All’ultimo pic nic nei parchi cittadini. Inspiegabilmente, torna la folla al supermercato: col ’sacco’ della farina e l’assalto agli scaffali. Caccia anche ai medicinali, con code chilometriche di fronte alle farmacie. Tutto senza dimenticare lo shopping, con le principali vie del centro gremite. La frenesia da ‘profondo rosso’ dilaga in quest’ultimo weekend prima del cambio cromatico. Intanto, nelle ultime 24 ore, si registrano altre 26mila persone positive al Covid (come nella giornata precedente), mentre risultano in calo i morti: 317 contro 380. Continuano a salire le terapie intensive:...

di Chiara Pozzati

È corsa all’ultimo pranzo. All’ultima messa in piega o sbarbata dal coiffeur. All’ultimo pic nic nei parchi cittadini. Inspiegabilmente, torna la folla al supermercato: col ’sacco’ della farina e l’assalto agli scaffali. Caccia anche ai medicinali, con code chilometriche di fronte alle farmacie. Tutto senza dimenticare lo shopping, con le principali vie del centro gremite. La frenesia da ‘profondo rosso’ dilaga in quest’ultimo weekend prima del cambio cromatico. Intanto, nelle ultime 24 ore, si registrano altre 26mila persone positive al Covid (come nella giornata precedente), mentre risultano in calo i morti: 317 contro 380. Continuano a salire le terapie intensive: oggi 270 gli ingressi. Il saldo di giornata con le uscite è di 68 pazienti in più, che porta a 2.982 le persone in rianimazione. Il tasso di positività è in leggero calo: 7% rispetto al 7,2% di ieri.L’emblema di questo sabato di libertà (e angoscia) è la chiusura della Fontana di Trevi e di via del Corso per il via vai di residenti e turisti. Mentre, a Milano, suscita scalpore il flash mob dei centri sociali in Darsena.

Ma andiamo con ordine. A partire dal primo pomeriggio infatti, le pattuglie del Gruppo Trevi dei caschi bianchi sono entrate in azione e la zona è diventata off-limits fino a quando la folla non si è diradata. Stop al passaggio pedonale anche in via del Corso, da largo Goldoni a Largo Chigi, ma le divise sono entrate in azione anche sul litorale di Ostia, in particolare nella zona del Pontile, piazzale dei Ravennati e piazza Anco Marzio. Tante le tavolate di giovani senza mascherina sul lungomare zeppo di persone e come non si vedeva da tempo. Assembramenti un po’ ovunque anche a Milano. Con ciurme di giovani (e meno giovani) in Duomo, ma anche sui Navigli. Blindati e pattuglie miste hanno sorvegliato dall’imbocco della Darsena, ma questo non ha impedito ai gruppi di anarchici di manifestare con cori e fumogeni per ricordare Dax e Carlo Giuliani.

L’episodio, denunciato dall’assessore regionale d Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato, ha subito innescato una serie di critiche e polemiche bipartisan. Specialmente dopo il venerdì turbolento, segnato da feste con karaoke, cene al ristorante e aperture clandestine di pub. Tra il pomeriggio e le prime ore di sabato notte una pioggia di segnalazioni ha investito le forze dell’ordine milanesi. In un appartamento vicino alDuomo, è andata in scena una festa con 21 persone, in piazzale Archinto un pub aperto vendeva alcolici per 14 e le divise hanno dovuto disperdere gli assembramenti in Darsena. Ieri in compenso la folla non è mancata anche nelle vie dello shopping: dal quadrilatero della moda a corso Buenos Aires, da corso Vercelli a corso Vittorio Emanuele. Una sorta di psicosi da acquisto. Come se non ci fosse un domani. Scenari da tipica giornata primaverile, se non fosse per le mascherine, anche a Torino, dove fiumi di persone si sono riversate soprattutto nei parchi. Che resteranno comunque aperti, ma solo per lo sport e il relax in solitaria.

Coperte allargate sull’erba ai Giardini reali come al Valentino, ai giardini del grattacielo Sanpaolo come alla Pellerina. È filato tutto liscio a Firenze, dopo un venerdì sera complicato. Venerdì in cui la digos ha identificato 17 giovani anarchici, fuori dopo le 22,30. Ieri, invece, ha preso il via l’ordinanza sindacale per lo stop alla vendita d’asporto di alcolici e superalcoli. Semideserta, infine, Napoli per effetto dell’ordinanza di De Luca.