Commemorazione a Milano di Nicolò Savarino
Commemorazione a Milano di Nicolò Savarino

Milano, 18 dicembre 2014 - Milos Stizanin, nomade serbo accusato di favoreggiamento perché avrebbe aiutato Remi Nikolic, giovane rom che travolse e uccise a bordo di un suv il vigile urbano Niccolò Savarino a Milano, il 12 gennaio 2012, non dovrà risarcire né il fratello della vittima né l'amministrazione comunale milanese, che erano parti civili. La decisione arriva dalla Corte d'Appello di Milano che stamani ha anche confermato la condanna a 2 anni e 6 mesi per il presunto favoreggiatore.

Oggi in aula, davanti alla quinta sezione penale d'appello, la Procura Generale ha chiesto ai giudici di trasmettere gli atti alla Procura per la contestazione a Stizanin del reato di concorso in omicidio volontario. I giudici, però, hanno confermato la condanna per favoreggiamento emessa dal Tribunale lo scorso febbraio. Stizanin, 20 anni e che era stato estradato dalla Bosnia in Italia, è stato condannato a 2 anni e mezzo con le attenuanti generiche e la sospensione condizionale delle pena. La sospensione della pena, stando alla sentenza di primo grado, era condizionata al pagamento da parte del giovane dei risarcimenti alle parti civili. In particolare, Stizanin avrebbe dovuto risarcire con 35mila euro Rocco Savarino, fratello dell'agente di polizia locale ucciso, e con 15mila euro il Comune di Milano. Oggi, però, la Corte ha 'cancellato' i risarcimenti che erano a carico dell'imputato (è tornato libero a febbraio), difeso dal legale David Russo. Stizanin è accusato di favoreggiamento nell'omicidio perché dopo che il vigile era stato travolto dal suv guidato da Nikolic (il rom aveva 17 anni), avrebbe disincagliato la bicicletta di Savarino dall'auto e, sempre secondo l'accusa, avrebbe aiutato il nomade a parcheggiare la macchina tra le altre in sosta per nasconderla. A Nikolic, tra l'altro, nel dicembre 2013 la sezione minorenni della Corte d'Appello di Milano aveva ridotto la pena da 15 anni a 9 anni e 8 mesi di reclusione.