Baby killer festeggia i 18 anni con la fidanzata (da Instagram)
Baby killer festeggia i 18 anni con la fidanzata (da Instagram)

Napoli, 11 settembre 2019 - La torta, le candeline, il party per i 18 anni. Poi le foto postate su Instagram per condividere la felicità con amici e parenti. Tutto perfetto se non fosse che a spegnere le candeline, davanti ad amici e familiari che intonano il garrulo ‘perché è un bravo ragazzo e nessuno lo può negar’, sia il giovane che il 3 marzo 2018 aggredì selvaggiamente a bastonate, spalleggiato da altri due minorenni, un vigilante: Francesco ‘Ciccio’ Della Corte, all’ingresso della stazione della metropolitana di Piscinola, uno dei quartieri di Napoli.

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L’obiettivo di quei tre ‘bravi ragazzi’ era di sottrargli la pistola per rivenderla, ma lo trucidarono a randellate. Ciccio, 51 anni, sposato con due figli, morì il 15 marzo, dopo due settimane di agonia. In primo grado, sette mesi fa, i membri della banda (tutti rei  confessi) sono stati condannati a 16 anni e mezzo di carcere con il rito abbreviato. Tra pochi giorni, il 19 settembre, è fissato il processo d’appello. Perciò è davvero sorprendente che Ciro, detenuto nel carcere minorile di Airola (Benevento), abbia ottenuto di poter lasciare per un pomeriggio la casa circondariale e festeggiare il compleanno con fidanzatina, amici e familiari in una sala di una canonica, distante qualche centinaio di metri.
 
Il ragazzo ha strappato il permesso al magistrato di sorveglianza, sentita la valutazione degli assistenti sociali, come prevede la legge per un «avvenimento particolarmente significativo nella vita del detenuto». Ma la decisione, arrivata a pochi giorni dal processo d’appello, e senza che i tre abbiamo davvero manifestato un profondo pentimento per quello che avevano fatto, lascia sgomenti. Ad arrabbiarsi è soprattutto la famiglia di Ciccio Della Corte, a partire dai figli Peppe e Marta. Dice quest’ultima: «Vedere chi ti ha portato via l’altra parte del tuo cuore a poco più di un anno dal fatto, così ritratto sui social, è dura e fa male. Mio padre era entusiasta della vita, profumava di vita e gli hanno tolto la possibilità di realizzare i suoi sogni. Ci auguriamo che il 19 settembre a chi crede che sia un passatempo divertente colpire alle spalle un essere umano, a chi ha la crudeltà di guardare negli occhi un uomo a terra ferito indifeso, agonizzante e continuare a colpire, a chi riesce a vivere consapevole di aver tolto un papà a dei figli e il marito a una moglie senza il minimo pentimento, a queste persone ci auguriamo non venga scontato nulla. Recentemente ho compiuto 22 anni e non ho spento né candeline né ho festeggiato. E questo perché chi oggi festeggia chi ha ucciso mio padre, la persona più importante della mia vita».
 
L'indignazione è alle stelle, soprattutto dopo la diffusione social delle foto, fatto che, assicura il legale del ragazzo, Nicola Pomponio, è avvenuto all’insaputa del suo assistito. «È uscito solo per qualche ora, sempre scortato dagli agenti, in un luogo poco distante dal carcere. C’è stato un permesso accordatogli da un giudice. Ma capisco che la famiglia Della Corte sia indignata, la foto non doveva comparire sui social», commenta il garante dei detenuti campani, Samuele Ciambriello. Che rivela: «Il ragazzo già in passato è uscito dal carcere, sempre scortato ovviamente, per partecipare con il sottoscritto e altri minori in carcere ad una mostra a Napoli. Nell’ambito del percorso rieducativo dei detenuti, cosa fondamentale, iniziative del genere esistono». Ribatte Annamaria, la vedova di Ciccio: «Ho saputo del permesso tre giorni fa, è una beffa. Io che ho perso mio marito devo piangere, loro che lo hanno ucciso possono ridere».