Il suicidio a Palermo di una bambina, generato da un gioco a cui partecipava attraverso la piattaforma social TikTok, è solo l’ultimo dei tragici avvenimenti che stanno coinvolgendo i minori che utilizzano il web ritenendo che fosse un mondo fantastico. Se nel corso di questi anni il dibattito è stato su come regolamentare la Rete per l’uso dei minori, dopo quest’ultima tragedia la discussione è andata oltre e c’è chi pensa che si dovrebbe vietare, più che regolamentare, l’utilizzo dello smartphone agli under 14 o almeno ai bambini. Gli italiani pur essendo consapevoli che molto spesso il telefonino...

Il suicidio a Palermo di una bambina, generato da un gioco a cui partecipava attraverso la piattaforma social TikTok, è solo l’ultimo dei tragici avvenimenti che stanno coinvolgendo i minori che utilizzano il web ritenendo che fosse un mondo fantastico. Se nel corso di questi anni il dibattito è stato su come regolamentare la Rete per l’uso dei minori, dopo quest’ultima tragedia la discussione è andata oltre e c’è chi pensa che si dovrebbe vietare, più che regolamentare, l’utilizzo dello smartphone agli under 14 o almeno ai bambini.

Gli italiani pur essendo consapevoli che molto spesso il telefonino diventa uno strumento pericoloso e di insidie per gli adolescenti, al contempo non trascurano il valore di "sicurezza" che conferisce ai genitori in quanto con lo stesso telefonino si stabilisce un contatto continuo con i figli. Insomma è come il coltello, questo stesso strumento può servire per tagliare il pane ma anche per uccidere. Tra l’altro sono proprio i genitori dei minorenni a denunciare il più delle volte l’impossibilità di controllare i comportamenti dei propri figli nel web. È per questo dunque che si ritiene che, essendo impossibile intervenire sull’utilizzo del web, bisogna proibire ai bambini lo strumento che permette di connettersi in rete: lo smartphone.

Su questa ipotesi il 66% degli italiani si dichiara favorevole anche se a tal proposito è importante sottolineare un altro dato: tra coloro i quali hanno figli minorenni la percentuale scende – seppure rimane in maggioranza assoluta – al 57%. La differenza di opinione sul divieto è dovuta principalmente a quanto si accennava precedentemente, cioè per alcuni genitori il telefonino è anche il mezzo con cui si cerca di rimanere in contatto con i figli.

Entrando nel dettaglio di come dovrebbe svilupparsi il divieto, emerge che la maggioranza ritiene che l’uso dovrebbe essere inibito ai minori di 12 anni (la pensa così il 71%), per un ulteriore 15% addirittura fino a 14 anni. Un altro fattore importante che potrebbe limitare l’uso spregiudicato del web è individuato dal 62% degli italiani che sarebbe favorevole a una legge che obbliga la registrazione con carta di identità per accedere ai social, così da produrre due effetti, cioè inibire la connessione ai minorenni e monitorare e poter rendere visibile chi si nasconde dietro un click. D’altronde il rapporto genitori e ragazzi sull’utilizzo del web è molto tormentato. Solo il 34% dei padri e delle madri è convinto di poter controllare le comunicazioni web dei propri figli, il 58% ha addirittura gettato la spugna ammettendo che ormai non ci prova più.

Se a questo dato si aggiunge che il 68% dei genitori ha ammesso che i propri figli hanno utilizzato il primo cellulare tra i 10 e i 12 anni, e un ulteriore 7% a meno di 10 anni, ecco che bisogna stimare che al momento circa il 75% degli under 12 possiede uno smartphone. Al di là delle insidie esterne sembra mancare proprio l’educazione all’uso del telefonino: per esempio, solo il 15% è riuscito a imporre ai propri figli di non utilizzare il cellulare a tavola.