Il cartello sul giaciglio del clochard a Trieste
Il cartello sul giaciglio del clochard a Trieste

Trieste, 6 gennaio 2018 -  "Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste". C'era questa scritta, a pennarello, nel cartello che accompagnava maglioni e coperte per il clochard che dorme abitualmente in via Carducci, nel pieno centro di Trieste. Ieri il vicescindaco leghista della città giuliana, Paolo Polidori, ha trovato un cumulo di stracci, coperte, giacche e un piumino in un angolo della zona. E li ha buttati, raccontando il tutto sui social network. "Presumo siano abbandonati", ha scritto. Aggiungendo di averli gettati "con soddisfazione", e annunciando "tolleranza zero". "Che i benpensanti si scatenino, non me ne frega nulla".

Il vicesindaco di Trieste Paolo Polidori (da Facebook)Detto, fatto. Immediata la bufera politica con richieste di dimissioni da parte del Pd e della sinistra. Ma anche solidarietà da parte, per esempio, da parte di 'Lega Giovani Trieste'. Quei "quattro stracci" appartenevano a un senzatetto che oggi, nel giorno dell'Epifania, ha ricevuto un dono inatteso da parte di un gruppo di cittadini.  "Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo". E non solo trapunte e golf, ma anche sciarpe, berretti e cuscini. Sono tanti i triestini che ieri sera sul giaciglio del clochard hanno lasciato qualcosa di caldo per agevolarlo nella lotta contro le rigide temperature di questi giorni. Sempre di ieri, il caso di Monfalcone, ancora a pochi chilometri da Trieste. Un assessore ha inventato e postato su Facebook una filastrocca dai toni razzisti contro gli immigrati.