di Giulia Prosperetti È un’Italia tutta bianca e ‘riaperta’ quella annunciata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Sul fronte del colore l’obiettivo si raggiungerà lunedì con l’allentamento delle misure in Valle d’Aosta, unica regione ancora in giallo, mentre, per quanto riguarda le riaperture, mancano ancora all’appello le discoteche. Una data certa ancora non c’è ma il via libera ai locali da ballo è arrivato ieri...

di Giulia Prosperetti

È un’Italia tutta bianca e ‘riaperta’ quella annunciata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Sul fronte del colore l’obiettivo si raggiungerà lunedì con l’allentamento delle misure in Valle d’Aosta, unica regione ancora in giallo, mentre, per quanto riguarda le riaperture, mancano ancora all’appello le discoteche. Una data certa ancora non c’è ma il via libera ai locali da ballo è arrivato ieri pomeriggio al termine della riunione del Comitato tecnico scientifico.

"Accolgo con soddisfazione l’indicazione del Cts per la riapertura delle discoteche nelle zone bianche. Una decisione che il Mise, accogliendo le legittime aspettative degli operatori del settore, ha sollecitato e promosso anche con una lettera al Comitato. Lunedì chiederemo di fissare una data per le aperture" ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. "Stabilire una data per la riapertura delle discoteche spetta alla politica" ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli. L’orizzonte temporale più probabile per la ripartenza – come ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa – "è quello dei primi giorni di luglio, entro il 10".

Mentre i gestori premono per riaprire il 3, l’avvio della stagione potrebbe slittare al fine settimana successivo. Diversi, tuttavia, i ‘paletti’ fissati dal Cts per il ritorno in pista. Le regole per la riapertura delle attività del comparto discoteche e locali di pubblico spettacolo nella stagione estiva – spiega il Comitato – prevedono lo svolgimento esclusivamente all’aperto e l’ingresso limitato ai possessori di un "certificato verde valido". Limiti anche per quanto riguarda il numero di ingressi che non potranno superare il 50% della capienza massima del locale "ivi incluso il personale".

Continuerà a essere rilevata la temperatura degli avventori che non dovrà superare il canonico 37,5, e dovrà essere garantita la tracciabilità degli utenti. Il Cts avverte, infine, che "tali attività sono tra quelle a maggior rischio di assembramento e trasmissione del virus Sars-CoV-2" e che – con la variante Delta che avanza – è pertanto "necessario adottare comportamenti responsabili".