Matteo Bassetti
Matteo Bassetti
Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive al San Martino di Genova. Abbiamo il produttore dello Sputnik in Italia, non abbiamo l’ok dell’Ema. Come se ne esce? "Le soluzioni sono due. O l’Ema si dà una mossa e accelera le procedure, perché non siamo più in tempo di pace ma di guerra, quello che si...

Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive al San Martino di Genova. Abbiamo il produttore dello Sputnik in Italia, non abbiamo l’ok dell’Ema. Come se ne esce?

"Le soluzioni sono due. O l’Ema si dà una mossa e accelera le procedure, perché non siamo più in tempo di pace ma di guerra, quello che si faceva prima in un mese adesso si deve fare in due giorni...".

In alternativa?

"Una strada c’è: passare dalla legge 648 del ’96, che dà modo di utilizzare in Italia farmaci non ancora approvati, in caso di urgenza e necessità".

Sputnik la convince?

"I dati pubblicati mi sembrano validi. Credo abbia tante caratteristiche per essere un buon vaccino. Non possiamo dire sia il migliore che c’è ma certo non è inferiore ai suoi simili, AstraZeneca o Johnson & Johnson".

Verificato in 46 paesi, ha ricordato la Camera di Commercio italo-russa.

"Lo stanno usando in tanti, penso a San Marino".

Il 25 febbraio, lo Sputnik day.

"Il problema è questo, abbiamo bisogno di vaccini e ne abbiamo bisogno subito. Quindi se c’è qualcuno in grado di produrlo da domani ben venga".

L’Ema andrà in Russia solo ad aprile. Troppo tardi, si è lamentata anche la vicepresidente della Lombardia, Moratti.

"Certo che bisogna anticipare, dev’essere domani. Ogni giorno che perdiamo, perdiamo vite. Guardiamo a cosa succede in Inghilterra, sono arrivati a 67 decessi in tutto. Mentre l’America permette ai vaccinati riunioni al chiuso senza mascherine e Israele ha riaperto i ristoranti".

In sintesi?

"Ci dobbiamo impegnare di più e avere più coraggio. Vale anche per l’Aifa".

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