Si chiama Prosek e vuol dire prosecco. Desta preoccupazione la richiesta inviata dalla Croazia all’Unione europea per ottenere il riconoscimento di questo vino locale. "Dobbiamo far sentire uniti la nostra voce per tutelare il Prosecco dalle insidie croate per il riconoscimento della denominazione Prosek– chiede il segretario Pd Fvg Cristiano Shaurli, dopo che la Commissione UE pare dare via libera alla richiesta della Croazia. "Si ha l’impressione che attraverso l’escamotage dell’italian sounding si voglia portare un attacco non solo al prosecco italiano, ma più in generale al Made in Italy che proprio nell’enogastronomia ha una delle sue punte di diamante", aggiunge l’assessore Regione Veneto, Federico Caner, coordinatore della commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni –. L’auspicio è che si possa fare un gioco di squadra, Governo, Regioni ed enti locali per la difesa del valore del patrimonio enologico italiano".