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18 giu 2022

Verona, la tentazione di Fd’I: vinciamo senza aiuti

Sboarina rifiuta l’abbraccio con l’ex leghista Tosi. La rabbia degli azzurri e l’imbarazzo di Salvini, che rischia di perdere un’altra roccaforte

18 giu 2022
antonella coppari
Cronaca
Matteo Salvini e Giorgia Meloni con Federico Sboarina, candidato a Verona
Matteo Salvini e Giorgia Meloni con Federico Sboarina, candidato a Verona
Matteo Salvini e Giorgia Meloni con Federico Sboarina, candidato a Verona
Matteo Salvini e Giorgia Meloni con Federico Sboarina, candidato a Verona
Matteo Salvini e Giorgia Meloni con Federico Sboarina, candidato a Verona
Matteo Salvini e Giorgia Meloni con Federico Sboarina, candidato a Verona

di Antonella Coppari Sarebbe comunque una piazza non secondaria. Ma dal punto di vista politico Verona pesa molto di più. È da sempre una roccaforte della destra. Strappargliela con la vittoria dell’ex calciatore Damiano Tommasi sarebbe per il Pd un fiore all’occhiello. Per Salvini, invece, perderla equivarrebbe a un grosso guaio. Se il partito del Nord scalpita al punto da scuotere la sua segreteria, è proprio perché teme di rimetterci i propri baluardi. Insomma, nella città scaligera non si gioca una partita come tante ma una delle più importanti di questa tornata di elezioni amministrative. Sulla carta il successo dovrebbe essere facile sommando i risultati di Federico Sboarina appoggiato da Lega e Fd’I (32,7%) e Flavio Tosi con FI (23,9%). Ma la politica non si fa mai con il pallottoliere, e le divisioni del centrodestra – alle quali, in questo caso, si sommano i rancori personali – rischiano di provocare il disastro. Tosi chiede l’apparentamento: non vuole regalare i suoi voti. Pretende che la ripartizione dei seggi sia ufficiale fin dall’inizio. Salvini probabilmente accetterebbe, anche perché è pressato dalla Lega del Veneto. In questo momento la più inquieta, l’unica dalla quale siano partite bordate rivolte direttamente al Capitano a rischio di degradazione. A puntare i piedi è il partito di Giorgia Meloni. Una vittoria di Sboarina senza apparentamenti lancerebbe in effetti un messaggio fortissimo. Il segno che Fd’I, già partito del Sud, sta veramente sfondando anche al Nord. Dunque, non transige: "Che problema c’è - dichiara sornione Ignazio La Russa - basta che Tosi accetti un accordo politico, come abbiamo fatto noi a Parma e Catanzaro". Come se non capisse benissimo la differenza tra apparentamento e la richiesta di voti gratis: se Sboarina vincesse con l’appoggio formale di Tosi, di fatto regalerebbe al predecessore il 40% dei seggi comunali, cioè ...

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