L’ex premier Giuseppe Conte, 56 anni, nell’assemblea M5s di ieri sera
L’ex premier Giuseppe Conte, 56 anni, nell’assemblea M5s di ieri sera
di Elena G. Polidori Un rientro in streaming per "condividere con tutti" il cambiamento, la transizione, la maturità del M5s. Introdotto dall’ex ‘reggente per sempre’ Vito Crimi, ieri sera Giuseppe Conte ha raccontato, via Fb (collegato anche Beppe Grillo), cosa intende fare come nuovo leader del M5s. Che forse alla fine della sua rivoluzione non si chiamerà più nemmeno così e avrà anche una gestione economica diversa. Secondo Conte, d’altra parte, "gli errori commessi non oscurano le battaglie del M5s, che è stata la forza politica d’urto per scacciare via la mala politica e scrivendo leggi come il reddito di cittadinanza o la nuova lotta all’evasione fiscale; abbiamo riportato in auge il valore dell’onestà politica". "Io ci sono, io...

di Elena G. Polidori

Un rientro in streaming per "condividere con tutti" il cambiamento, la transizione, la maturità del M5s. Introdotto dall’ex ‘reggente per sempre’ Vito Crimi, ieri sera Giuseppe Conte ha raccontato, via Fb (collegato anche Beppe Grillo), cosa intende fare come nuovo leader del M5s. Che forse alla fine della sua rivoluzione non si chiamerà più nemmeno così e avrà anche una gestione economica diversa. Secondo Conte, d’altra parte, "gli errori commessi non oscurano le battaglie del M5s, che è stata la forza politica d’urto per scacciare via la mala politica e scrivendo leggi come il reddito di cittadinanza o la nuova lotta all’evasione fiscale; abbiamo riportato in auge il valore dell’onestà politica".

"Io ci sono, io ci sarò", ha ribadito l’ex premier che ha accettato la sfida di "rifondare il M5s", che non sarà "un restyling, né un’operazione di marketing politico, ma di una vera rigenerazione del M5s senza tuttavia rinnegare i valori del passato". Il neo manifesto contiano avrà questi punti programmatici per rendere la proposta "solida, matura e lungimirante". Con una precisa identità politica, scritta su una carta dei principi e dei valori, "perché nessuno abbia dubbi sulla chiara identità e sulle finalità della proposta politica". Dunque, le 5 stelle del simbolo primigenio non saranno rinnegate, ma avranno un significato diverso, "per allargare l’orizzonte ideale". Tra i punti: il rispetto della persona, "perché nessuna politica è al di sopra della persona e delle sue libertà", ecologia integrale, giustizia sociale, lotta alle diseguaglianze, legalità contro le tante mafie e rafforzamento degli istituti di democrazia diretta, perché "la democrazia digitale rimarrà un punto fermo del neo movimento".

"Vi proporrò un nuovo Statuto – ha annunciato Conte – con un chiaro assetto interno, per definire con chiarezza la linea politica e l’incisività di azione, da quelle internazionali a quelle territoriali, senza ricadere nei limiti della forma partito tradizionale; regole rigorose per contrastare le correnti interne e le cordate varie". Infine, una struttura organizzata sul piano territoriale, superando il dogma del riferimento digitale, che ha "lasciato un vuoto" nel rapporto tra gli eletti e il territorio; "Non temete il rapporto con i cittadini", ha intimato Conte, ma per quanto riguarda "l’uno vale uno", l’interpretazione sarà diversa; gli eletti saranno ‘i più capaci’.

Nessun passaggio, nel discorso dell’ex premier, che abbia riguardato i veri nodi da sciogliere, ovvero il tetto del secondo mandato per gli eletti nelle Istituzioni e il rapporto con la piattaforma Rousseau di Casaleggio, ancora ostacoli da affrontare sulla strada della rifondazione del M5s. Fra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, la quadra sugli intenti è stata trovata lo scorso 28 febbraio dopo un summit, cui hanno partecipato i big M5s, che si è svolto all’hotel Forum di Roma per dare al nuovo soggetto una prospettiva lunga, di decenni (il 2050), con "un ruolo centrale" nella vita politica del Paese.

Tutto questo quando però ancora non è chiaro che ruolo Conte immagina per l’Associazione Rousseau, forse solo un fornitore di servizi esterno. La segreteria allargata che mesi fa è stata votata proprio dalla piattaforma Rousseau è ormai superata nei fatti. Sarà Conte a scegliere i suoi collaboratori senza passare dal voto online che, qualora dovesse esserci, sarà solo per ratificare la decisione. Ma la segreteria politica che aiuterà Conte non permette candidature o competizioni di alcun genere. Il premier non vuole beghe, né intende controllare chi versa i soldi all’associazione Rousseau e chi no. Trovare il giusto equilibrio è cosa assai complicata, anche per un avvocato che si è sempre occupato di mediazioni.