Piazza San Marco allagata (Ansa)
Piazza San Marco allagata (Ansa)

Venezia, 14 novembre 2019 - Una situazione drammatica a Venezia per l'acqua alta, dopo il picco straordinario di marea da 187 centimetri che ha colpito la città lagunare. I danni in città sono incalcolabili, con gondole e barche strappate dagli ormeggi, tre vaporetti affondati, pontili distrutti. Danneggiata anche la basilica di San Marco dove la cripta è stata sommersa del tutto. E un incendio è scoppiato nel museo di Cà Pesaro per il malfunzionamento della cabina elettrica. Sott'acqua tutto il centro storico. Ieri mattina nuovo picco a 160 centimetri, mentre quello delle 23.30 inizialmente previsto a 120 centimetri si è rivelato nettamente inferiore. Il Centro maree del Comune di Venezia ha infatti comunicato che il livello dell'acqua a Punta della Salute ha raggiunto i 77 centimetri. Stamattina invece si prevede un picco massimo di 130 cm

Acqua alta a Venezia, scatti dal disastro

Due morti a Venezia

Sono due le persone morte ieri sera a Pellestrina mentre infuriava la mareggiata che ha sommerso la città lagunare. All'anziano di 78 anni, rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella sua casa allagata, si è aggiunto un secondo abitante dell'isola, trovato deceduto anche lui in casa, probabilmente per cause naturali.

Diverse persone sono state soccorse dalla Guardia costiera. Le numerose telefonate alla centrale operativa della Capitaneria sono iniziate mentre il livello dell'acqua raggiungeva il livello critico di 187 centimetri e i venti dal primo e secondo quadrante soffiavano fino a 100 km/h. Sono stati attivati i protocolli straordinari di intervento da parte della Guardia Costiera di Venezia che ha subito dispiegato due motovedette, che hanno provveduto a trasportare al Pronto Soccorso i diversi infortunati recuperati. 

Invasa la basilica di San Marco

C'è preoccupazione anche per il simbolo di Venezia: la basilica di San Marco, l'acqua alta eccezionale potrebbe avere provocato gravi danni al gioiello di Venezia. Tutta la cripta è stata sommersa e dentro la Basilica, nel momento di picco di marea, si misuravano dalla pavimentazione circa 110 centimetri di acqua. "Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l'intera città e le isole. Siamo qui con il Patriarca Moraglia per portare il nostro sostegno ma c'è bisogno dell'aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova" ha twittato il primo cittadino Luigi Brugnaro.

"La Basilica di San Marco sta soffrendo di danni strutturali perchè l'acqua che la invade è salata e quindi provoca danni irreparabili soprattutto quando si asciuga nella parte bassa dei mosaici e pavimenti", ha detto il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia. "E' la sede della chiesa veneziana, un monumento mondiale quindi bisogna veramente intervenire - ha continuato - noi possiamo fare la manutenzione ordinaria ma non possiamo fare quella straordinaria e strutturale. Su questo auspico quindi ci sia l'attenzione del governo, dei ministri. Siamo molto contenti quando vediamo ministri che inaugurano mostre o la Biennale ma Venezia è tante cose".

Colpita anche La Fenice

Non è stato risparmiato nemmeno il Teatro La Fenice. L'acqua non ha intaccato la struttura del teatro ma ha invaso le aree di servizio rendendo inutilizzabile (è stato disattivato) il sistema elettrico e quello anti incendio. Lo rende noto il sovrintendente Fortunato Ortombina che dice "stiamo lavorando per ripristinare quanto fuori uso, tutte le pompe idrauliche sono in funzione".  Annullati i concerti di stasera e di domani 14 novembre. Problemi anche per la biglietteria online. 

Conseguenze anche sull'Isola di San Servolo. Distrutti tre pontili di attracco all'isola e circa 30 metri di muro perimetrale abbattuti dalla forza delle acque e del vento. 

false

 

 

Venezia chiede lo stato di crisi

L'Amministrazione comunale presenterà richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. "Tutti i cittadini e le imprese raccolgano materiale utile a dimostrare i danni subiti con fotografie, video, documenti o altro - invita il sindaco Brugnaro - nei prossimi giorni comunicheremo le modalità precise per la richiesta di contributo". Intanto, l'account twitter del comune di Venezia spiega che "in parte della Città sono purtroppo evidenti gli ingenti danni causati dalla violenza dell'acqua e del meteo", e fa sapere che "la conta dei danni in queste ore sta continuando".

image

Sindaco Brugnaro: "Mose va finito"

"Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro" ha detto il primo cittadino di Venezia nel corso della conferenza stampa per fare il punto sull'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Laguna. "Lo dico da imprenditore e non solo da sindaco", ha aggiunto Brugnaro. "Servono delle risorse e delle idee chiare. Il Mose è stato iniziato e va finito. Il Mose non sono solo le paratie è il sistema a terra che va finito. In rappresentanza dei cittadini mi chiedo è possibile che non ci siano le fognature? Che ci sia un sistema antincendio fatto a metà?". Il sindaco ha ricordato che il Mose viene gestito dallo Stato, "e la città non è mai stata coinvolta". E ancora: "Qui ci giochiamo il futuro di Venezia perchè in questo modo non si riesce più a vivere, serve certezza per vivere qui. Tutto il Paese sa che oggi ci giochiamo la credibilità internazionale."

ZAIA: "DANNI INCALCOLABILI" - "E' uno scenario di devastazione totale, apocalittica" ha dichiarato Luca Zaia, intervenendo telefonicamente a Mattino Cinque. "L'ottanta per cento della città è sott'acqua, ci sono danni inimmaginabili, quasi un metro e mezzo a San Marco, Pellestrina è sott'acqua per il cento per cento", sintetizza il governatore del Veneto. "Lo scenario ci preoccupa anche per le prossime ore. Ne ho parlato anche con il premier Conte - aggiunge Zaia - il quale, da quello che so, si fermerà qui la notte e proseguiremo a fare sopralluoghi anche domani mattina". 

CONTE A VENEZIA - E oggi, nel tardo pomeriggio, è arrivato a Venezia anche il premier Giuseppe Conte che ha partecipato a una riunione tecnica post acqua alte. "Non siamo in grado di quantificare i danni - ha detto il premier al termine del vertice -. Domani c'è un Consiglio dei ministri tecnico, molto limitato, che sicuramente prenderà in carico la richiesta di stato di emergenza del presidente Zaia", ha aggiunto. La situazione è "drammatica", ha detto ancora Conte. "Allo stato non ci sono ragioni per negare lo stato di emergenza e stanziare i primi fondi", ha spiegato, assicurando che "il governo è presente".  Per quanto riguarda il Mose, il premier ha dichiarato che "siamo nella dirittura finale, al 92-93% dell'opera e guardando all'interesse pubblico non c'è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso".

FRANCESCHINI - Unità di crisi attivata anche dal ministero della cultura. "i tecnici della Soprintendenza di Venezia sono a lavoro in raccordo con la protezione civile, i carabinieri per la tutela del patrimonio e i vigili del fuoco", sottolinea il ministro Dario Franceschini. Al momento non si registrano problemi per le collezioni museali, ma solo danni agli impianti elettrici e idraulici e alle superfici. Domani in programma un sopralluogo alla basilica di San Marco per "una prima valutazione dei danni". 

MATTARELLA - Fonti del Quirinale fanno sapere che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, per informarsi delle condizioni della città.

UE - La Commissione europea rende noto che sta "monitorando da vicino gli sviluppi a seguito delle devastanti inondazioni a Venezia" ed è "in contatto con le autorità della protezione civile italiana". Lo ha detto il commissario responsabile della gestione delle crisi, Christos Stylianides, esprimendo la sua vicinanza con le vittime e le persone coinvolte. 

Massima allerta per venerdì 15 novembre 

"L'emergenza non è finita perchè le previsioni non sono favorevoli". Lo ha precisato il comandante del corpo nazionale dei vigili del fuoco Fabio Dattilo. In particolare preoccupa una nuova punta di marea prevista per venerdì sera, in concomitanza con il montare di venti di Scirocco.