Una protesta di giovani medici per le difficoltà di accesso alle specializzazioni (Ansa)
Una protesta di giovani medici per le difficoltà di accesso alle specializzazioni (Ansa)

Roma, 24 aprile 2019 - Medici in pensione. Medici che arrivano dall’estero. Medici non ancora specializzati ma assunti con contratto libero professionale in pronto soccorso. Accade nella sanità, dove la carenza di camici bianchi ha prodotto il ricorso a queste soluzioni. Tutte contestate dalle associazioni di categoria. Le Regioni – Veneto e Piemonte in testa ma anche Toscana, Lombardia, Umbria e Molise – hanno cercato di mettere una pezza con delibere ad hoc. C’è chi ha scelto di richiamare al lavoro professionisti ormai in pensione o di chiamare medici dalla Romania. Così ha fatto per esempio l’Usl di Treviso, in trattativa con l’Università di Timisoara per 10 medici. E in tutto il Veneto – dove mancano 1.295 ospedalieri – sono almeno 400 le figure richieste, tra pubblico e privato, all’Amsi, associazione dei medici stranieri in Italia. Da parte sua, la Toscana ha stabilito di assumere laureati in Medicina ancora senza specializzazione, da formare e assumere con contratti libero professionali-formazione lavoro, nei pronto soccorso in affanno per "grave sofferenza di organico, sia per i medici sia per gli infermieri". Mossa ad hoc per evitare "inefficienze e interruzione di pubblico servizio nel sistema dell’emergenza".

Secondo le ultime stime della Federazione nazionale degli ordini dei medici il 2025 sarà "l’anno nero" per il servizio sanitario nazionale perché la ‘gobba pensionistica’ toccherà il suo apice: mancheranno all’appello 60mila specialisti e se non arriveranno nuovi medici a sostituirli la sanità pubblica resterà senza chirurghi, anestesisti, ortopedici, ginecologi, medici di famiglia. Un quadro preoccupante almeno quanto le soluzioni individuate finora, secondo il presidente nazionale dell’Associazione medici e dirigenti del Ssn Anaao Assomed, Carlo Palermo. Né i medici in pensione né quelli presi dall’estero possono essere una risposta e tanto meno "un giovane laureato in Medicina senza specializzazione assunto in pronto soccorso con contratto libero professionale, che avrà scarsa protezione contrattuale, nessuna copertura previdenziale e dovrà pagarsi da solo l’assicurazione". "I rischi sono tutti a suo carico. Le Regioni si stanno muovendo al risparmio. Stiamo assistendo alla nascita di una Sanità low cost", sentenzia Palermo. In Italia ci sono già 16mila medici pronti per essere assunti negli ospedali con un contratto a tempo indeterminato e che corrono il serio rischio di rimanere nel limbo mentre gli ospedali affogano.

Il Veneto che guarda alla Romania per ‘importare’ camici bianchi? "Le ultime mosse del governatore Zaia sono una provocazione, una scelta chiaramente legata al progetto dell’Autonomia", sostiene Palermo. Accusa alla quale risponde a tono l’assessore alla Sanità del Veneto, Manuela Lanzarin: "A Carlo Palermo chiedo di presentarci 1.300 medici, quelli di cui abbiamo bisogno e non si riesce ad assumere perché non partecipano alle chiamate. Sarebbe ora di fare squadra e di cercare le soluzioni tutti assieme, invece che dire di no a tutte quelle che gli altri propongono". Secondo il sottosegretario alla Salute Luca Coletto "se siamo in queste condizioni lo dobbiamo soprattutto alla miopia del Pd visto che già nel patto per la Salute del 2014 il Veneto segnalò l’urgenza di aumentare le borse di specialità". Ma il Pd, per voce della parlamentare veneta Alessia Rotta, accusa da parte sua "la Lega sovranista di assumere medici stranieri".