Il tasso di positività vola quasi al 18% e ora sulla ripartenza delle Regioni, dal 7 gennaio nuovamente divise in tre fasce, pesa l’andamento dei contagi. La collocazione dei territori nelle varie zone – gialla, arancione o rossa – sarà invece decisa già in seguito al monitoraggio che arriverà nella prima metà...

Il tasso di positività vola quasi al 18% e ora sulla ripartenza delle Regioni, dal 7 gennaio nuovamente divise in tre fasce, pesa l’andamento dei contagi. La collocazione dei territori nelle varie zone – gialla, arancione o rossa – sarà invece decisa già in seguito al monitoraggio che arriverà nella prima metà della prossima settimana. A rischiare la zona rossa per ora sono soprattutto Veneto (in foto, il governatore Luca Zaia), Liguria e Calabria, ma anche Puglia, Basilicata e Lombardia.

Altri indicatori d’allerta riguardano Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna, che hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. Incerta la situazione della Sardegna, mentre fonti di governo fanno sapere che dal 7 l’Abruzzo tornerà in zona gialla. Secondo un’indagine statistica sono almeno 14 le regioni in cui le stime indicano una ripresa dei contagi a partire dal Veneto. Dallo studio emerge una tendenza all’incremento nelle province autonome di Trento e Bolzano, in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Umbria.

Per il matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani, la speranza è che "la ripresa sia mitigata dagli effetti delle misure introdotte alla vigilia Natale, delle quali si potranno vedere gli effetti nella seconda settimana di gennaio". Secondo l’esperto "sarebbe prudente vedere l’andamento dei dati e soltanto dopo decidere se riaprire le scuole".