I deepfake, ovvero le immagini e i video falsificati online, ormai non riguardano più solo ed esclusivamente i vip. Dimostrazione ne è la storia di una mamma americana. In Pennsylvania, Stati Uniti, la signora Raffaela Spone (foto), 50 anni, ha utilizzato dei video falsi per aiutare la figlia a entrare nella squadra locale di...

I deepfake, ovvero le immagini e i video falsificati online, ormai non riguardano più solo ed esclusivamente i vip. Dimostrazione ne è la storia di una mamma americana. In Pennsylvania, Stati Uniti, la signora Raffaela Spone (foto), 50 anni, ha utilizzato dei video falsi per aiutare la figlia a entrare nella squadra locale di cheerleader. Ovvero, ha inviato all’allenatore della squadra alcune immagini che ritraevano le altre cheerleader della squadra nude, mentre abusavano di alcol e droga. Così facendo, la mamma sperava che le ragazze sarebbero state espulse dal team, e la figlia sarebbe riuscita a prenderne il posto.

Il piano della signora Spone, tuttavia, è stato scoperto dalle autorità locali. E adesso, a suo carico, pendono numerose accuse, aggravate dal fatto che la mamma non si sarebbe limitata a inviare le foto al coach, ma avrebbe addirittura inviato messaggi offensivi alla squadra, alla società, alle ragazze e ai loro genitori. Tutto, come sembrano confermare le autorità, all’oscuro della figlia.

Secondo le indagini, la prima segnalazione risale allo scorso luglio, quando i genitori di una delle vittime hanno contattato la polizia, dopo che la figlia aveva ricevuto un messaggino sul cellulare da un numero sconosciuto. Poco dopo, altre due famiglie si sono recate dalle autorità per il medesimo motivo. Le forze dell’ordine hanno quindi iniziato le indagini, provando a tracciare il numero di telefono che aveva inviato i messaggi offensivi alle vittime. Da qui sono riusciti a scoprire un sito che vende numeri di telefono ai telemarketer, e seguendo i dati fino al ritrovamento di un indirizzo IP, sono risaliti al nominativo della signora Raffaela Spone.