di Giovanni Rossi Affari, affaroni, affaretti. Dipende sempre dai punti di vista. Sempre che lo Stato non si svegli all’ultimo momento nel ruolo – delicato – di custode della memoria. L’Italia stressata dal Covid mette all’asta numerosi pezzi immobiliari ad alto contenuto di storia. Eredi di nobili casati o di personalità politiche di alto rango dismettono ville, villette, tenute, cascine. Prezzi modici, quasi offensivi in certi casi, al pensiero di quali protagonisti e pensieri siano circolati tra quelle mura ora imploranti manutenzione. L’ultimo gioiellino all’asta – nel Paese del bonus facciate al 110% – è la villa dello statista piemontese Giovanni Giolitti a Cavour, in Piemonte: 510 metri quadri su tre livelli, 120 di seminterrato, 25.000 di...

di Giovanni Rossi

Affari, affaroni, affaretti. Dipende sempre dai punti di vista. Sempre che lo Stato non si svegli all’ultimo momento nel ruolo – delicato – di custode della memoria. L’Italia stressata dal Covid mette all’asta numerosi pezzi immobiliari ad alto contenuto di storia. Eredi di nobili casati o di personalità politiche di alto rango dismettono ville, villette, tenute, cascine. Prezzi modici, quasi offensivi in certi casi, al pensiero di quali protagonisti e pensieri siano circolati tra quelle mura ora imploranti manutenzione. L’ultimo gioiellino all’asta – nel Paese del bonus facciate al 110% – è la villa dello statista piemontese Giovanni Giolitti a Cavour, in Piemonte: 510 metri quadri su tre livelli, 120 di seminterrato, 25.000 di parco e bosco con castagni, betulle, querce secolari ed un maestoso cedro del Libano, pacchetto in vendita da Sotheby’s Italia al prezzo di 680mila euro.

La residenza estiva del cinque volte presidente del Consiglio, nato a Mondovì nel 1842 e morto a Cavour nel 1928, è il luogo, ai piedi del parco naturale La Rocca, dove il politico liberale trascorreva le vacanze e dove – informa l’ex presidente di Italia Nostra a Torino, Donatella D’Angelo – riceveva "i più "illustri personaggi dell’epoca che qui elaboravano leggi e trattati". Preziosi arredi e cimeli di famiglia, testimoni muti della storia d’Italia, fanno parte del pacchetto in cerca di compratore. Ce n’è quanto basta "perché lo Stato eserciti il diritto di prelazione", come da due anni chiede il sindaco di Cavour, Sergio Paschetta, per farne "una casa-museo" con annesso spazio culturale, e come da qualche giorno suggeriscono al ministro della Cultura Dario Franceschini anche i parlamentari di ’Cambiamo’ Claudio Petrazzini, Manuela Gagliardi, Daniela Ruffino, Giorgio Silli e Osvaldo Napoli. Gli eredi appaiono favorevoli. "Ora si farà il sopralluogo della Sovrintendenza. Abbiamo anche invitato il ministro a venire a Cavour a prendere visione di questo bene. Siamo fiduciosi", si fa coraggio il sindaco.

Per ogni bene storico che lo Stato acquisisce o valorizza, sono tuttavia assai di più quelli che finiscono sul libero mercato, destinati al miglior offerente (quando c’è). Il sito Immobiliare.it pullula di prestigiose proposte a prezzi spesso stracciati per via di vincoli, oneri, manutenzioni straordinarie. A Forlì è per esempio in vendita una villa settecentesca appartenuta alla famiglia di papa Pio XII, con tanto di stemma dei Pacelli. Tre unità abitative per complessivi 700 metri quadri e un parco di 10mila metri quadri valgono appena 180mila euro, complici gli ingenti costi di ristrutturazione.

Cinquecentomila euro è il costo del palazzetto di famiglia del poeta medievale Jacopone da Todi, con torre, altana, giardino e parcheggio nel cuore del piccolo centro umbro. Servono invece 1 milione 350mila euro – comunque bazzecole per oligarchi russi, petro-emiri o milionari da dot.com – per aggiudicarsi la trecentesca villa della tenuta di caccia dei Medici a Rignano sull’Arno, in Toscana. A Ravenna è in vendita una villa storica del 1700 appartenuta alla famiglia Manzoni, ramo della discendenza dell’autore de I promessi sposi. Affreschi perfettamente conservati, caminetti in ogni stanza, area verde di 3mila metri quadri: prezzo 385mila euro.

A Fontaniva (Padova), una barchessa del 1500 appartenuta alla famiglia Borromeo (2mila metri quadri, affreschi d’epoca, da riconvertire a uso civile o commerciale) quota 190mila euro. Ci sono poi autentiche chicche appartenute a illustri stranieri. Per esempio, l’ex villa degli inglesi Lancaster (nemici degli York nella Guerra delle due rose) a Sanremo: 3 piani e 21mila metri quadri di parco a 5 minuti dal mare. Sette milioni la richiesta. Possibile che il Belpaese del turismo non sia in grado di mettere a sistema questi tesori?