Tecnici al lavoro nei laboratori (Dire)
Tecnici al lavoro nei laboratori (Dire)
L’avanzata delle varianti in Italia non si arresta, tenendo in ostaggio il Paese. Le mutazioni sorte in diversi Stati del mondo si sono diffuse anche nel nostro Paese, come confermato dai dati di un’indagine condotta dall’Istituto superiore di sanità insieme al ministero della Salute e ai vari...

L’avanzata delle varianti in Italia non si arresta, tenendo in ostaggio il Paese. Le mutazioni sorte in diversi Stati del mondo si sono diffuse anche nel nostro Paese, come confermato dai dati di un’indagine condotta dall’Istituto superiore di sanità insieme al ministero della Salute e ai vari laboratori regionali.

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I ceppi fin qui individuati sono cinque: inglese (più contagioso del 37%), brasiliano, sudafricano, scozzese e, novità recente, la ‘mutazione napoletana’. C’è poi il caso della variante scozzese, una variante della variante, in questo caso mutata da quella inglese.

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Come se non bastasse, negli Stati Uniti sta prendendo piede la variante californiana. La nuova forma potrebbe essere più trasmissibile ed associata a una più elevata mortalità, nonché un po’ più resistente agli attuali vaccini. La nuova variante, presente in realtà in due diverse forme è descritta, anche geograficamente, sul portale globale che tiene conto di tutte le mutazioni di Sars-Cov-2.

Risulta predominante nella regione sud della California, secondo quanto riporta uno studio su Jama. Inoltre si sta diffondendo rapidamente negli Stati Uniti e ha raggiunto anche altri paesi e continenti, come Danimarca, Australia, Regno Unito e altri, ma fortunatamente non risulta ancora nessun caso documentato in Italia. Ma negli Usa preoccupa un’altra mutazione: individuata a New York, si starebbe diffondendo in modo molto rapido.