Roma, 2 dicembre 2021 - Cominciano a uscire le prime analisi sulla variante Omicron del Covid. Anzitutto: i vaccini attualmente in uso contro dovrebbero continuare a proteggere dalle malattie gravi anche nel caso della variante. Lo ha detto la professoressa Anne von Gottberg, dell'Istituto nazionale per le malattie trasmissibili in Sudafrica, in un briefing dell'Oms sulla situazione nel continente. Inoltre i primi dati indicano che la variante è contagiosa come o meno della Delta. Tuttavia, rispetto alle precedenti questa nuova variante sta causando più casi di reinfezione. Sempre secondo gli studi iniziali infatti emergerebbe che chi ha già avuto il Covid non è protetto contro la Omicron. Anne von Gottberg rileva poi che Omicron sta con tutta probabilità diventando la variante del Covid dominante in Sudafrica. Al momento è stato effettuato solo un numero limitato di test per verificare la presenza della nuova variante, tuttavia di tutti quelli sequenziati Omicron rappresenta il 75%, ha spiegato.

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Sommario

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Gli ultimi dati Covid

Un boom di casi dalla scoperta della variante Omicron in tutta l'Africa, specie nell'area meridionale, trainato proprio dal Sudafrica che per primo ha annunciato l'individuazione del nuovo ceppo. Nell'ultima settimana, i contagi registrati in tutto il continente sono aumentati del 54%, secondo i dati dell'Oms. Un'impennata su cui, precisa l'agenzia Onu, non ci sono ancora dati sufficienti a certificarne il legame con la nuova mutazione del Coronavirus. Ma secondo l'Istituto nazionale per le malattie trasmissibili del Sudafrica, Omicron è già dominante nel Paese ed è stata individuata in 3 casi su 4 tra quelli studiati nell'ultimo mese, mentre i contagi nel Paese sono raddoppiati in un solo giorno tra martedì e mercoledì. Nelle ultime 24 ore, nel Paese sono stati effettuati 51.402 test, da cui sono emersi 11.535 nuovi casi, con un tasso di positività del 22,4%. Sono stati segnalati ulteriori 44 decessi.

Ma il problema resta il bassissimo tasso di immunizzati in tutta l'Africa, dove oggi risulta coperto con due dosi solo il 7,5% della popolazione, pari a 102 milioni di persone. Cifre che sostanziano l'allarme dell'Oms sulla continua diffusione di nuovi ceppi in assenza di una campagna vaccinale equa a livello globale. Secondo il Global Dashboard for Vaccination Equity delle Nazioni Unite, finora solo il 6,48% della popolazione target nei Paesi più poveri è stato vaccinato con almeno una dose, a fronte del 64,99% in quelli più ricchi. E tra i casi emblematici c'è proprio quello della Nigeria, il più popoloso degli Stati africani, dove finora sono state immunizzate in maniera completa circa 3 milioni e mezzo di persone su 103 milioni di over 18. E in alcuni Paesi, come in Sud Sudan, Ciad, Camerun e Repubblica democratica del Congo, la percentuale è addirittura inferiore all'1%. Un quadro drammatico per cui questa settimana ha promesso un nuovo contributo il presidente cinese Xi Jinping, assicurando che Pechino fornirà entro il prossimo anno un ulteriore miliardo di dosi di vaccini all'Africa, di cui 600 milioni a titolo gratuito e il resto prodotti localmente.

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Il report dell'Ecdc

Secondo le previsioni dell'Ecdc, la variante Omicron dovrebbe rappresentare oltre la metà di tutte le infezioni da Covid in Europa entro i prossimi mesi: è quanto si legge in un nuovo report del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. I dati preliminari dal Sudafrica sulla variante Omicron "suggeriscono che potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla Delta e, in tal caso, i modelli matematici indicano che Omicron dovrebbe causare oltre la metà di tutte le infezioni da SARS-CoV-2 nell'UE/SEE entro i prossimi mesi". I casi di Omicron in Europa, ricorda Ecdc, finora sono 70 in 13 Paesi.

Inoltre - sempre secondo il report -, la probabilità di un'ulteriore introduzione e diffusione della variante nei paesi dell'Ue e dello Spazio economico europeo è alta, allo stato attuale le informazioni sono ancora incomplete ma l'impatto nei paesi già alle prese con la variante Delta potrebbe essere molto elevato. Il livello complessivo di rischio associato all'ulteriore emergenza e diffusione di Omicron è valutato da alto a molto alto. 

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Gli scienziati francesi

Dalla Francia però si invita a non perdere d'occhio il virus che attualmente circola in Europa. "La variante Omicron era quella che temevamo. Una variante con mutazioni soprattutto a livello della proteina Spike, la zona del virus contro la quale sono diretti i vaccini. Ha 30 mutazioni nella proteina Spike, il che è molto, e poi una decina altrove", dice, intervenendo su Bfmtv-Rmc, il presidente del Consiglio scientifico francese, Jean-François Delfraissy. Ma ricorda che attualmente in Francia "è la quinta ondata causata dalla variante Delta che bisogna tenere sotto controllo". "Dobbiamo anticipare questo virus, ci sono ancora molte incertezze, dobbiamo tenere d'occhio questa variante, ma non sbagliamoci, il vero nemico è la quinta ondata con la variante Delta", ha aggiunto, prevedendo che servirà un certo lasso di tempo perché "la nuova variante si instauri in Francia e in Europa in generale". In base alle proiezioni attuali "dovrebbe avere progressivamente la meglio rispetto alla variante Delta" all'inizio del 2022. "Questo ci lascia il tempo per prepararci. E la risposta alla quinta ondata e la risposta a Omicron sono le stesse: il richiamo vaccinale".

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