Covid, una postazione per i tamponi drive-in (Ansa)
Covid, una postazione per i tamponi drive-in (Ansa)

Roma, 2 febbraio 2021 - Crescono ulteriormente le paure legate alle mutazioni del Covid. La variante inglese, diffusa in Gran Bretagna ma anche in Europa, sembra aver subito alcune nuove modifiche genetiche, preoccupanti. E' l'allarme lanciato da scienziati britannici, ripreso dalla Bbc news online. I test su alcuni campioni mostrano una mutazione (battezzata E484k) già osservata nelle varianti che hanno avuto origine in Brasile e Sudafrica. I vaccini in uso dovrebbero funzionare anche contro queste modifiche, rassicurano gli esperti, ma l'interrogativo resta aperto. Intanto, il Regno Unito ha intensificato le misure di controllo contro la diffusione del virus mutato.

Intanto sono saliti a 105 i casi di contagio con la cosiddetta variante sudafricana Individuati finora nel Regno Unito e a preoccupare sono in particolare 11 di questi, scoperti in Inghilterra del sud, che riguardano persone le quali non risultano avere viaggiato o avuto contatti recenti con viaggiatori dall'estero. Il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, si è impegnato ad "agire con rigore" per arginare l'ulteriore minaccia e ha confermato il via a una campagna di tamponi porta a porta offerti per ora a 80.000 persone.

Studi preliminari in vitro hanno evidenziato una riduzione dell'attività neutralizzante contro la variante sudafricana nelle persone vaccinate con i vaccini Moderna o Pfizer-BioNTech rispetto alle varianti precedenti. È quanto si legge nella nuova circolare del ministero della Salute 'Aggiornamento sulla diffusione a livello globale delle nuove varianti SarsCov'. La circolare precisa come tuttavia i dati per ora siano "contrastanti".

Massima attenzione anche in Italia dunque. Oggi la sospetta presenza di una variante brasiliana (o similare) di Sars-Cov-2 in due campioni prelevati da altrettanti pazienti umbri è stata comunicata dall'Istituto superiore di Sanità alla Direzione regionale salute e Welfare dell'Umbria. La variante brasiliana - spiega la stessa Regione - rappresenta una mutazione ritenuta particolarmente aggressiva del virus e meno riconoscibile dal sistema immunitario addestrato per quelle non mutate.

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