ROMA Padre e figlia contagiati, ma non gravi, ora in isolamento in Veneto, nel Bassanese dove risiedono. La comunità Sikh in provincia di Latina – almeno 15mila persone per lo più impiegate nel settore agricolo – oggetto di una vasta indagine epidemiologica. Ora è ufficiale: la temuta variante indiana, già isolata l’altro giorno in Svizzera, ha superato la frontiera ed è entrata in Italia. "E se la variante indiana di...

ROMA

Padre e figlia contagiati, ma non gravi, ora in isolamento in Veneto, nel Bassanese dove risiedono. La comunità Sikh in provincia di Latina – almeno 15mila persone per lo più impiegate nel settore agricolo – oggetto di una vasta indagine epidemiologica. Ora è ufficiale: la temuta variante indiana, già isolata l’altro giorno in Svizzera, ha superato la frontiera ed è entrata in Italia. "E se la variante indiana di Sars-CoV-2 è stata trovata in Veneto, vuol dire che è già ampiamente diffusa anche altrove. Perché il nostro Paese ha una bassissima capacità di sorveglianza" taglia corto il virologo Andrea Crisanti.

Il tampone, sequenziato dall’Istituto Zooprofilattico del Veneto, non ha lasciato dubbi sulla presenza della nuova variante. Ora i due pazienti sono in isolamento a casa, assieme al resto del nucleo familiare, e presentano solo sintomi lievi. Al momento la situazione è sotto controllo. Padre e figlia erano di recente tornati da un viaggio in India. Potrebbero però non essere gli unici portatori di questa mutazione in Veneto. È in corso infatti la valutazione su altre due persone, residenti nel Veneziano: per loro, spiegano fonti sanitarie, i primi accertamenti hanno mostrato la presenza di almeno una variante nel virus, che potrebbe essere quella indiana.

"Non c’è dubbio che ci siano elementi di preoccupazione, perché è un’ulteriore dimostrazione di come il virus stia cambiando e continui a modificarsi – spiega alla Dire Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana malattie infettive (Simit) –. Sono due le modalità per sapere se i vaccini che abbiamo a disposizione saranno in grado o meno di arginare anche la variante indiana. La prima consiste nel monitorizzare l’evento di nuove varianti e testarle rapidamente sulla immunità vaccinale. La seconda, più preoccupante, consiste nell’analizzare ciò che succede dal punto di vista epidemiologico. Se improvvisamente iniziamo a vedere persone vaccinate che vengono ricoverare perché malate e che poi muoiono, abbiamo indirettamente la notizia che l’immunità indotta dal vaccino non è sufficiente a contrastare la nuova variante".