Persone nella metropolitana di Londra (Ansa)
Persone nella metropolitana di Londra (Ansa)

Roma, 19 giugno 2021 - Mal di testa, naso che cola e raffreddore. Si presenta così la variante Delta, o mutazione indiana del Covid, che sta mettono a rischio l'uscita del Regno Unito dall'emergenza pandemica. Quel che preoccupa anche gli altri Paesi è la maggiore contagiosità di questa variante, di cui ora si iniziano a inquadrare i sintomi che la distinguono dalle altre mutazioni del virus. A dettagliarli ieri era stato Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute: la variante, ha spiegato l'esperto, sembra dare "sintomi leggermente diversi, dai primi report. Gli americani già cominciano a scriverlo. Sembra dare più sintomi a carico dell'apparato respiratorio: raffreddore, naso che cola, mal di gola, mal di testa sembra il sintomo più comune, la febbre è il quarto" sintomo, "la tosse solo quinta e raramente questa variante sembra dare anosmia" ossia perdita di olfatto

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E sempre sui sintomi della variante, è intervenuto anche Tim Spector, esperto del Zoe Covid Symptom, la piattaforma no-profit lanciata nel 2020 insieme all'applicazione per il supporto alla ricerca sul Covid. Nei giovani, ha spiegato, "sono più simili a un brutto raffreddore". Secondo Spector, i classici sintomi dell'infezione da Covid19, la febbre e la perdita dell'olfatto e del gusto, "sembrano meno diffusi". L'analisi dell'esperto è stata effettuata sulle migliaia di persone che sono registrate sull''app Zoe. "Dall'inizio di maggio abbiamo analizzato i sintomi più diffusi tra chi è stato contagiato dalla variante Delta e non sono uguali a quelli di prima", ha osservato. "La febbre rimane abbastanza comune, ma la perdita dell'olfatto non compare più tra i primi 10 sintomi", precisa Spector. "La variante Delta funziona in modo leggermente diverso" e questo può creare dei problemi. "Le persone - ha avvertito Spector - potrebbero pensare di avere un raffreddore e continuare una vita normale diffondendo il virus. E riteniamo che questo nuovo aspetto stia alimentando il problema".

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Se quindi sui 'segnali' che potrebbero far scattare l'allarme c'è un quadro delineato, ancora "non si sa se in termini di ospedalizzazioni", invece, la variante Delta "comporti un rischio maggiore", ha segnalato ancora Rezza. In Italia, ha fatto il punto l'esperto, "abbiamo già diversi focolai dovuti alla variante indiana nel Paese. Difficile arrestare il fenomeno del rimpiazzamento, lo abbiamo visto con la variante Uk. Quando una variante corre più di un'altra prima o poi si verifica questo fenomeno" per cui la variante avvantaggiata diventa dominante. Quello che si può fare, ha aggiungo Rezza, "è ritardare l'ingresso massivo del virus, anche se quando una variante corre più di un'altra prima o poi entra".

"Questa variante Delta - ha proseguito - corre il 60% più di quella Uk. Difficilmente si eviterà" il rimpiazzamento. Da qui la scelta dell'ordinanza che introduce la quarantena di 5 giorni con obbligo di tampone per chi arriva dalla Gran Bretagna (a Londra sono slittate le riaperture). "Quando si vede che la situazione in un altro Paese è tale per cui c'è un'alta probabilità di importazione di casi, si passa a rimedi estremi che non prevedono deroghe - ha concluso Rezza -. E quando si introduce la quarantena la si introduce per tutti, vaccinati e non".

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