Roma, 12 luglio 2021 - "La variante Delta, purtroppo, è a un passo dal diventare resistente ai vaccini e quindi meno si trasmette e meglio è". Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova, fa il punto sulla mutazione del Covid19 (qui i sintomi) che continua a preoccupare tutt'Italia. Nel nostro Paese la diffusione della variante è arrivata ormai quasi al 28%, tanto che si inizia a parlare di zone bianche a rischio per alcune regioni. Difronte a questa situazione, avverte Crisanti, "penso che bisognerebbe combinare la campagna vaccinale, vaccinando più persone possibili, e allo stesso tempo rafforzare la nostra capacità di tracciamento, perché diminuire la trasmissione potenzia l'effetto dei vaccini".

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"Ci aspettavamo una risalita", è la conferma del ministro della Salute, Roberto Speranza, "questa risalita è in corso con numeri più bassi del passato - ha sottolineato -, come abbiamo sempre fatto ci affideremo alla nostra squadra di tecnici che continueranno a fare questo lavoro di verifica, vediamo passo dopo passo come le cose vanno avanti, quello che è certo è che la vera arma per chiudere questa stagione è la campagna di vaccinazione, dobbiamo insistere sulla vaccinazione".

E poi, in autunno, ha aggiunto Sileri, "prepararsi alla terza dose", "fa bene il Governo a prepararsi in anticipo anche se poi non ve ne dovesse essere bisogno". 

Terza dose

Ad 'Agorà Estate' su Rai Tre l'esperto specifica che la variante Delta, in questo momento, "in qualche modo non crea problema, perché non porta un gran numero di persone in ospedale" e, quindi, "l'allarme sociale diminuisce". Ma, avverte, "fare affidamento o usare solo la metrica dei posti in rianimazione potrebbe esser fuorviante perché il virus evolve e più c'è trasmissione più cambia".

Cosa fare allora? "Ci sono tre fattori che possono modificare l'evoluzione dell'epidemia", ha spiegato Crisanti. "Il primo è quello che possiamo fare noi, ovvero vaccinarci, il secondo è la durata della protezione indotta dal vaccino e il terzo sono le varianti. Se la protezione durasse meno di un anno è chiaro che dobbiamo attrezzarci per terza dose. Ho letto che il Governo si sta adoperando per acquistare le dosi per fare la terza e penso sia la cosa giusta da fare, anche se non ve ne dovesse essere bisogno, perché in sanità pubblica la cosa più importante è prevenire quindi se anche queste dosi non si usassero avrebbero avuto il compito di mitigare il rischio. Sono allineato con la valutazione di fare la terza dose". Quanto alla seconda variabile, invece, ovvero la durata della protezione, "lo sapremo tra un paio di mesi, ma va tenuto presente che non tutte le persone sono protette per lo stesso arco di tempo". Ad esempio "le persone più vulnerabili, come gli over 75 non hanno le stesse difese immunitaria di un giovane. Quindi la protezione da vaccino per alcuni durerà un anno e mezzo, per altri due, per altri molto meno. La durata della protezione si distribuisce anche in base all'età, in media è 8-10-12 mesi, ma non è per tutti così".

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Zone gialle

Nel frattempo, il dibattito si accende sulla possibilità di ristabilire zone gialle, nelle Regioni in cui la diffusione della variante Delta è più alta. "Il ritorno della zona gialla è una stupidaggine - commenta su Facebook l'infettivologo genovese Matteo Bassetti -, dobbiamo far rispettare le regole che ci sono. Prima di chiudere di nuovo bisogna essere seri con le persone e far rispettare le misure che ci sono. Basta terrorizzare le persone con la variante Delta". "Se non siamo in grado di far applicare il green pass - sottolinea Bassetti - di cosa vogliamo parlare? La sensazione è che questo sia un Paese che quando c'è da chiudere le scuole, i bar, i ristoranti e le discoteche sono tutti bravi. Quando c'è da costruire la convivenza con il Coronavirus, con alcune regole semplici come appunto il green pass e il tracciamento, arranchiamo". "Così - conclude l'infettivologo genovese - non si va da nessuna parte. Cerchiamo di dare informazioni semplici e chiare, che le persone possano seguire".

Dello stesso parere il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che non vede per ora il rischio del ritorno di restrizioni. "Il numero dei contagi - ha detto a Radio24 - è ancora esiguo, finché non si esprime con aumento dei ricoveri e al momento non è questo il caso, non vedo perché fare dei passi indietro". Così come "al momento non vedo il rischio di una revisione dei parametri. L'attuale sistema di parametri ci ha permesso di arrivare alla riaperture in sicurezza quindi al momento non serve cambiare alcuna regola, così come non vedo la necessità di restrizioni con ritorno a zone gialle, abbiamo numeri estremamente bassi".

Euro2020, "Devastanze contagio in diretta"

Ieri, dopo la vittoria degli azzurri agli Euro2020, è stato "bellissimo vedere le piazze piene", ha aggiunto Pierpaolo Sileri, ma è chiaro che un numero crescente di contagi si osserverà, come è avvenuto in altri paesi europei. Abbiamo un vantaggio legato alle temperature e all'estate ma è inevitabile che una risalita dei contagi ci sarà". La variante Delta, ha aggiunto, "si diffonderà di più rispetto all'atteso, se si pensava che a fine agosto si sarebbe sostituita, in Italia, a quella inglese, io credo che questo avverrà molto prima. Temo 3 o 4 volte i contagi che vediamo ora entro la fine del mese. Sicuramente una recrudescenza dei casi ci sarà e d'altronde non sta accadendo solo in Italia. Per questo dobbiamo correre con la vaccinazione".

Più severo il tweet di Maria van Kerkhove, responsabile tecnico dell'Organizzazione mondiale della Sanità per la crisi Covid-19: "Dovrei divertirmi a guardare il contagio avvenire davanti ai miei occhi? - ha scritto durante la partita sul social -. La pandemia #COVID19 non si prende una pausa stasera… #SARSCoV2 #DeltaVariant approfitterà di persone non vaccinate, in ambienti affollati, senza mascherine, che urlano/gridano/cantano. Devastante".