Roma, 17 giugno 2021 - La variante Delta continua a preoccupare. E non solo nel Regno Unito dove da giorni i contagi sono in risalita e il nuovo picco è proprio dovuto alla cosiddetta variante indiana (a Londra slittano le riaperture). Ma come stanno le cose in Italia? Come e dove circola la variante Delta? Vediamo. Al momento gli aggiornamenti più recente sono opera della Fondazione Gimbe che ha reso pubblico oggi il monitoraggio settimanale con i dati della settimana 9-15 giugno.  E della banca dati Gisaid.

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I dati Gimbe

Con particolare riferimento alla 'Delta', la Gimbe sottolinea l'aumento della circolazione in Italia specificando che - secondo l'ultima indagine di prevalenza delle varianti pubblicata dall'Istituto superiore di sanità il 18 maggio - la variante Delta (più contagiosa di circa il 60% rispetto alla variante inglese) è all'1% con differenze regionali e un range che va dallo 0 al 3,4%: in particolare, la diffusione maggiore si registra in Lazio (3,4%), Sardegna (2,9%) e Lombardia (2,5%).

Nonostante questi coefficienti bassi, però - sottolinea sempre il report Gimbe - nell'ultima settimana la variante Delta è stata isolata in due focolai a Milano e Brindisi, segno di una sua maggiore diffusione sul territorio nazionale che si rileva anche dal database internazionale Gisaid: rispetto ai sequenziamenti su campioni raccolti dal 19 maggio al 16 giugno, su 881 sequenze depositate 57 (6,5%) corrispondono alla variante Delta.

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Il database Gisaid

E veniamo dunque ai dati che emergono dal database internazionale Gisaid dal quale si può ricovare che sono raddoppiate nell'arco di un mese le infezioni provocate dalla variante Delta e focolai sono presenti in almeno sette regioni: dal Trentino Alto Adige alla Puglia, fino alla Sardegna. Non sono noti i numeri reali della circolazione di questa variante, la B.1.617.2 o indiana nella vecchia terminologia, in quanto le sequenze genetiche fatte in Italia sono poche, ma quelle depositate nella banca dati internazionale Gisaid, e analizzate dal Gruppo di Bioinformatica del centro Ceinge-Biotecnologie avanzate diretto da Giovanni Paolella, indicano già che dal 15 maggio al 16 giugno le sequenze della variante Delta del virus SarsCoV2 in
Italia è aumentata dall'1,8% al 3,4%.

Gli esperti osservano che ottenere le sequenze genetiche è fondamentale per avere un quadro fedele della circolazione della variante. I numeri delle sequenze depositate nella banca Gisaid sono infatti solo indicativi: "Inevitabilmente, non possono rappresentare l'esatta diffusione del virus sul territorio", osservano Rossella Tufano e Angelo Boccia, che sono fra gli autori della ricerca fatta dal Ceinge.

Le regioni

Delle 58 sequenze della variante Delta 28 arrivano dal Trentino-Alto Adige (48,3%), 17 dalla Puglia (29,3%), 3 dalla Campania (5.2%), 2 dal Veneto (3.4%) e 1 rispettivamente da Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio (1.7%).

Variante Delta e vaccini

Torniamo al report Gimbe. Rispetto all'efficacia dei vaccini - ricorda il documento - secondo i dati del Public Health England una singola dose di vaccino (Pfizer-BioNTech o AstraZeneca) ha un'efficacia solo del 33% nei confronti di questa variante, percentuale che dopo la seconda dose sale, rispettivamente, all'88% e al 60%.

Sileri

Della variante Delta ha parlato oggi anche il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri: "Al momento sappiamo che è più contagiosa ma non elude il vaccino. La stragrande maggioranza di coloro che si sono ammalati sono persone non vaccinate o vaccinate con una sola dose. Questo significa che verosimilmente i vaccini funzionano".