Variante Covid, Londra deserta in lockdown (Ansa)
Variante Covid, Londra deserta in lockdown (Ansa)

Roma, 21 dicembre 2020 - La variante inglese del Covid, virus Sars-Cov-2 si diffonde sempre più rapidamente nell'Europa continentale e anche in Italia. Questo preoccupa per la tenuta dei sistemi sanitari, ma la capacità del corpo umano di rispondere all'infezione dovrebbe invece essere la stessa rispetto a quella provocata dal Coronavirus che ha seminato il caos in Italia in questi mesi. Non sappiamo ancora se questa trasformazione sia davvero influente ai fini della efficacia dei vaccini scoperti finora, che molto probabilmente funzioneranno bene anche contro la variante che si è prodotta nel Regno Unito. Ecco, di seguito, il punto della situazione attraverso domande e risposte.

Coronavirus, il bollettino del 21 dicembre

1. Cosa sappiamo della variante inglese?

I ricercatori inglesi hanno individuato nel mese di settembre una variante del virus Sars-Cov-2 che si diffondeva molto rapidamente. La notizia è stata rilanciata ieri dai media internazionali perché la situazione a Londra e nel Kent (Sud-Est della Gran Bretagna) è stata definita dal governo “ormai fuori controllo”. Dai primi dati sappiamo che la variante denominata VUI-202012/01 (variant under investigation) presenta tre mutazioni caratteristiche che la differenziano dalle versioni precedenti. La malattia che sviluppa (Covid-19) manifesta un incremento del 70-80 per cento nella rapidità di trasmissione, cioè diffonde molto più facilmente rispetto a prima, sia pure con un indice di letalità sostanzialmente immutato. La mutazione principale (N501Y) è localizzata a livello della proteina arpione (spike), il rostro che consente al virus di agganciare le cellule mucose dell'apparato respiratorio, alle quali si lega mediante il recettore ACE2, una sorta di ponte che funge anche da maniglia.

2. Cosa cambia per l'Italia?

Aumenta il livello di attenzione da parte dei servizi di epidemiologia e igiene pubblica. La variante inglese è stata isolata anche in Italia nei laboratori del Policlinico Militare del Celio di Roma dove è stato sequenziato il genoma del virus proveniente da un soggetto risultato positivo, una donna, ora in isolamento, rientrata giorni fa dal Regno Unito. Sono stati rintracciati e messi in isolamento anche diversi contatti stretti, familiari compresi. Per il trattamento viene applicato lo stesso protocollo previsto per qualsiasi altro soggetto Covid-19 positivo al tampone e asintomatico.

Variante Covid: il primo caso in Italia

3. Quali precauzioni tenere?

Massimo Galli, past president della Società italiana malattie infettive (Simit) raccomanda prudenza. Si muore di più, o ci saranno conseguenze negative inaspettate con l'arrivo di questa variante?  Sì, se ci ostiniamo a trascurare le ben note precauzioni: evitare assembramenti, indossare mascherine, lavare spesso le mani, cambiare aria negli ambienti chiusi, mantenere le distanze tra le persone Questo nuovo mutante risulta strettamente correlato a una maggiore diffusione del virus, non perché sia più veloce ma perché si attacca con più affinità ai recettori Ace2 delle cellule umane. Ecco perché richiede massima attenzione.

Variante Coronavirus inglese: cosa dicono gli esperti

4. La vaccinazione anti-Covid va avanti?

Per quanto riguarda i timori che la variante Gb possa vanificare la campagna di vaccinazioni anti-Covid niente panico - precisa Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica dell'ospedale Sacco di Milano - poiché nei vaccini attualmente sviluppati i target anticorpali stimolati sono molteplici, non dovrebbero esserci sostanziali problemi. Tutti i vaccini disponibili o in arrivo hanno l’obiettivo di indurre la produzione di anticorpi neutralizzanti contro la proteina spike, facendo leva su un mosaico antigenico, quindi andando a colpire più bersagli. Proprio oggi si attende l'ok dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, al vaccino per il Covid-19. .

5. Riusciremo a fermare l'epidemia e perché finora hanno taciuto?

"La variante inglese sta diventando dominante perché il virus si replica più facilmente rispetto a prima. A settembre la notizia circolava in maniera riservata perché era un'informazione tecnica, adesso sta diventando un problema di salute pubblica". Questo il commento a caldo di Carlo Federico Perno, professore di Microbiologia all' UniCamillus e direttore del reparto di Microbiologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Roma. "Questo virus ora si diffonde più facilmente", prosegue Perno che è in contatto con il virologo Ravy Gupta, della University College di Londra, dove è stata isolata la nuova variante. Questo però non significa che produca più danni all'organismo che lo ospita, perché così facendo finirebbe per estinguersi: quindi il virus punta a riprodursi cercando di convivere con l'organismo umano che lo ospita.

Panico per il nuovo ceppo: Inghilterra isolata

6. Quali altri danni potrebbe provocare la variante inglese del Covid-19?

"Questo virus – ha dichiarato Claudio Zanon, direttore Osservatorio Motore Sanità - lede gli alveoli polmonari provocando a volte trombosi diffuse e deficit respiratorio da polmonite interstiziale, ma colpisce anche tutti gli altri organi. Una pubblicazione della Rockfeller University ha descritto casi di long-haulers, persone che dopo una infezione iniziale modesta curata a domicilio faticano a guarire e cronicizzano, con fatica a respirare, dolori al petto, sintomi intestinali, mal di testa, incapacità a concentrarsi, perdita di memoria, tachicardia anche solo al solo da sdraiati a seduti". Questo perchè, riferisce Zanon, il virus si insedia all'interno degli organi. Virologi, epidemiologi e specialisti di vari settori della medicina discuteranno domani di organopatia da Covid-19 e variante inglese nel corso di un webinar aperto al pubblico raggiungibile via facebook sulla piattaforma zoom (https://zoom.us/webinar/register/WN_jcojKcUfQnSD_UXkg-QP1w? ). Cuore, cervello, apparato digerente e rene sono gli organi maggiormente colpiti dalla variante inglese, con conseguenze talvolta molto pesanti.

7. Tamponi e test attuali individuano anche la nuova variante?

Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano, dice che al momento i tamponi, i kit di cui disponiamo, sembrano funzionare bene anche per scovare il nuovo nemico, la variante VUI-202012/01. Servono verifiche mirate, ma le prime risultanze confermano che siamo stati in grado di identificare la mutazione, e quindi abbiamo la possibilità di monitorarla. Teniamo presente che più il virus si diffonde, replicandosi, e più probabilità ci sono che vada incontro a ulteriori modifiche nella sua struttura.

I laboratori europei dovranno tuttavia aggiornare i nucleotidi, i reagenti usati nei vari kit diagnostici del SarsCov2, quali i tamponi molecolari e i test antigenici rapidi. A indicarlo è l'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.