di Remy Morandi La violenza senza freni dei No Tav torna nuovamente a scuotere la Val di Susa. Sabato notte un centinaio di manifestanti si è reso protagonista di una guerriglia contro le forze dell’ordine, in quella che sembra diventata più una palestra anti-polizia di qualche facinoroso che una rivendicazione di dissenso da parte dei cittadini. Sassi, bombe carte, fuochi d’artificio sono stati lanciati contro le forze dell’ordine, e un cavo d’acciaio è stato piazzato ad altezza uomo sull’autostrada del Frejus per interromperne la circolazione. Tutto ciò, nel tentativo di bloccare il cantiere del nuovo autoporto di San Didero, opera accessoria dell’Alta Velocità Torino-Lione. La...

di Remy Morandi

La violenza senza freni dei No Tav torna nuovamente a scuotere la Val di Susa. Sabato notte un centinaio di manifestanti si è reso protagonista di una guerriglia contro le forze dell’ordine, in quella che sembra diventata più una palestra anti-polizia di qualche facinoroso che una rivendicazione di dissenso da parte dei cittadini. Sassi, bombe carte, fuochi d’artificio sono stati lanciati contro le forze dell’ordine, e un cavo d’acciaio è stato piazzato ad altezza uomo sull’autostrada del Frejus per interromperne la circolazione. Tutto ciò, nel tentativo di bloccare il cantiere del nuovo autoporto di San Didero, opera accessoria dell’Alta Velocità Torino-Lione. La polizia, che non ha risposto con uno scontro frontale alle violenze subite, si è limitata a reagire con fumogeni e idranti per disperdere gli attivisti. Il bilancio è di una donna, già conosciuta dalle forze dell’ordine per precedenti reati, rimasta ferita nei disordini. Sulla vicenda sono intervenuti esponenti politici: in primo piano, il sottosegretario all’interno, il renziano Ivan Scalfarotto, che condanna le violenze "ingiustificabili" delle proteste in Val di Susa.

Tutto è cominciato nel pomeriggio di sabato, con un corteo di No Tav che ha iniziato a sfilare nella Bassa Valle di Susa in protesta contro l’avvio dei lavori del nuovo autoporto di San Didero. Secondo gli organizzatori, la manifestazione sarebbe stata "colorata, allegra e pacifica", ma in poco tempo la tensione è iniziata a salire. Una trentina di persone si è infatti staccata dal corteo e ha raggiunto l’autostrada del Frejus, dove alcuni manifestanti hanno fissato un cavo d’acciaio ad altezza uomo, prontamente rimosso dalle forze dell’ordine. Intorno alle 23, un centinaio di attivisti ha poi marciato in direzione del cantiere dell’autoporto di San Didero, dove si trovavano schierati gli agenti delle forze dell’ordine. Gli attivisti hanno iniziato a lanciare bombe carta, sassi, fuochi d’artificio e altri oggetti contundenti. Non ci sono stati contatti diretti con gli agenti, che in risposta hanno esploso lacrimogeni e usato idranti per tenere a distanza gli attivisti.

Ad avere la peggio è stata Giovanna Saraceno, ricoverata all’ospedale di Rivoli per "trauma da corpo contundente" e poi trasferita al pronto soccorso di chirurgia delle Molinette. Alla donna, attivista del centro sociale Newroz di Pisa con precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio, interruzione di pubblico servizio, violenza privata e danneggiamento, è stata accertata una prognosi di 25 giorni. L’episodio ha scatenato l’ira dei No Tav, che accusano le forze dell’ordine di "reazione spropositata" nei loro confronti e di aver ferito al volto l’attivista. Ma la questura smentisce: "il trauma da corpo contundente" non sarebbe stato provocato da un lacrimogeno, che a distanza di 30-40 metri si sfalda in dischi di fumo. Le circostanze, secondo la polizia, "sono da accertare".

Numerose le condanne alle violenze dal mondo della politica. "Esprimere il proprio dissenso è sempre legittimo. Non lo è invece compiere azioni e organizzare attacchi che mettono a rischio non solo i cantieri, ma l’incolumità stessa delle persone", scrive sui social il sottosegretario Scalfarotto. Da Osvaldo Napoli, consigliere comunale di Cambiamo! a Torino, arriva la solidarietà alle forze dell’ordine "costrette a fronteggiare quotidianamente episodi di pura violenza, essendo svuotata di ogni significato la protesta contro l’Alta velocità".