Vaccino Reithera, stop della Corte dei Conti (Ansa)
Vaccino Reithera, stop della Corte dei Conti (Ansa)

Roma, 14 maggio 2021 - Stop al vaccino italiano anti Covid di ReiThera. La Corte dei Conti non ha concesso il visto al decreto di finanziamento per lo sviluppo del vaccino. Lo ha stabilito la sezione centrale della Corte, che in una nota comunica di aver deliberato "di ricusare il visto sul decreto relativo all'approvazione dell'Accordo di sviluppo sottoscritto in data 17 febbraio 2021 dal ministero dello Sviluppo economico, da Invitalia spa e dalla Società Reithera srl, volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano". 

Da parte sua l'azienda risponde con uno stringato comunicato: "Prendiamo atto della decisione dei Corte dei Conti, che blocca di fatto l'impegno preso a suo tempo dalle parti governative. Aspettiamo di conoscerne i rilievi per valutare gli impatti che questa avrà sull'operatività di ReiThera". E  fonti del ministero per lo Sviluppo economico lasciano aperta la porta all'ottimismo: "Il piano per la produzione dei vaccini va avanti, non dipende da questo evento. Il Mise attende le motivazioni della decisione della Corte dei Conti, arrivata l'11 maggio scorso su un decreto interministeriale del 25 gennaio 2021". 

La Corte dei Conti

L'ufficio del controllo, il 4 maggio scorso, "ritenendo che le risposte fornite dall'Amministrazione non fossero idonee a superare le osservazioni formulate nel rilievo, ha deferito la questione all'esame del Collegio della Sezione centrale controllo di legittimità". A conclusione dell'adunanza, l'11 maggio 2021, "la Sezione centrale ha deliberato di ricusare il visto sul decreto" relativo all'Accordo di sviluppo sottoscritto il 17 febbraio 2021. "L'atto non è stato, quindi, ammesso a registrazione". 

Il programma di sviluppo

Il 1 marzo 2021 era pervenuto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti il decreto relativo all'Accordo di sviluppo sottoscritto il 17 febbraio 2021 dal ministero dello Sviluppo economico, da Invitalia spa e dalla società ReiThera srl, volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano. Questo programma è costituito da un progetto di investimento produttivo, finalizzato all'ampliamento dello stabilimento produttivo sito in Castel Romano, e da un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, destinato a completare la sperimentazione clinica (studi clinici di fase 2 e 3) del vaccino anti Covid-19. 

Cosa prevedeva il decreto

Il decreto prevedeva di mettere a disposizione per il finanziamento degli investimenti risorse nel limite massimo di 50 milioni di euro di cui 41 mln a fondo perduto e il resto come finanziamento a fondo agevolato (su un totale complessivo pari a 80 milioni previsto dal cosiddetto Decreto rilancio).  In esito all'attività istruttoria, in data 8 aprile 2021, è stato formulato rilievo da parte del competente Ufficio di controllo della Corte. L'Amministrazione ha riscontrato tale rilievo, fornendo i richiesti chiarimenti, in data 21 aprile 2021. Successivamente, in data 4 maggio 2021, l'Ufficio del controllo, ritenendo che le risposte fornite dall'Amministrazione non fossero idonee a superare le osservazioni formulate nel rilievo, ha deferito la questione all'esame del Collegio della Sezione centrale controllo di legittimità. A conclusione dell'adunanza, in data 11 maggio 2021, la Sezione centrale ha deliberato di ricusare il visto sul decreto. L'atto non è stato, quindi, ammesso a registrazione.

Brusaferro: importante proseguire i test

"Quello che possiamo dire è che è molto importante che questo tipo di sperimentazioni possano essere condotte, il presupposto è che nel paese ci sia la capacità ma anche il supporto economico per condurre tali sperimentazioni. Al di là dell'aspetto tecnico l'auspicio è che la ricerca in tutte le fasi possa essere continuata", ha detto il presidente Iss Silvio Brusaferro in conferenza stampa.

Ippolito (Spallanzani): investire sulla ricerca

"Spero che si faccia un investimento reale per far aumentare la capacità produttiva del Paese. Ci possono essere diverse forme e fonti di finanziamento ma è importane che si torni a sviluppare sperimentazioni e ricerche", dice il direttore scientifico dell'Inmi Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, commentando la decisione della Corte dei conti di stoppare una parte del finanziamento previsto per lo sviluppo del vaccino 'italiano' dell'azienda ReiThera.  
"Concordo con quanto ha detto il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro su questa vicenda: è importante avere una piattaforma nazionale che conta su una tecnologia messa a punta da italiani e realizzata nel nostro Paese - ha aggiunto - Negli ultimi 20 anni abbiamo perso le capacità che avevamo, siamo stati leader in alcuni settori sviluppando, in passato, farmaci contro la Tbc e oggi la produzione della fase iniziale per il farmaco anti-epatite C".  
Sul rischio che il vaccino ReiThera, alla cui sperimentazione della Fase I ha contribuito anche lo Spallanzani, possa non arrivare alla luce, Ippolito precisa che "su questo aspetto deve parlare l'azienda che ha disponibilità economica e ha avuto la possibilità di essere apripista perché si è appoggiata ad una piattaforma già validata e hanno grandi capacità tecnologiche. La fase 2 della sperimentazione - conclude - è stata completata con successo su 900 pazienti e nell'arco di due mesi avremo i primi risultati. Se andranno nel verso giusto si passerà alla Fase III". 

Appello Giulia Grillo a Giorgetti

Ecco la nota della deputata ed ex ministro della salute, Giulia Grillo: "Apprendo in queste ore che la Corte dei Conti avrebbe bocciato il contratto tra Invitalia e ReiThera, bloccando di fatto l'iter di produzione del vaccino. Da subito ho chiesto la pubblicazione dell'atto affinché fosse messo nelle disponibilità di tutti i cittadini. In proposito ho anche presentato un'interpellanza senza ancor aver ottenuto risposta. La definizione di una collaborazione, del valore di oltre 80 milioni di euro, tra una società partecipata al 100% dallo Stato e l'azienda ReiThera ha implicazioni importanti in termini di salute di tutti noi. Scoprire da agenzie di stampa che al Mise avevano individuato criticità da oltre due mesi senza riferire al Parlamento lo considero irrispettoso nei confronti dei cittadini che io e i miei colleghi rappresentiamo. Quanto accaduto deve servire da monito affinché non si ripetano certi errori. Per questo chiedo che il Ministro Giorgetti venga a riferire in Parlamento non solo della questione ReiThera ma soprattutto degli esiti finora raggiunti dal tavolo da lui presieduto rispetto alla produzione "in house" di farmaci e vaccini anti covid-19".