Covid, i primi 5 vaccinato all'Umberto I di Roma col direttore Alberto Deales(Ansa)
Covid, i primi 5 vaccinato all'Umberto I di Roma col direttore Alberto Deales(Ansa)

Roma, 28 dicembre 2020 - Slitta almeno di un giorno nelle varie regioni l'arrivo del secondo carico di vaccino anti-Covid della Pfizer: 470mila dosi che rischiano per ora di restare in Belgio a causa del maltempo, bloccate per la neve. L'arrivo in Italia era previsto fra stasera e domattina. I ritardi sono dettati dalle difficoltà di raggiungimento delle diverse regioni europee e dalle attuali condizioni meteorologiche. Nel frattempo negli Usa sonogià state somministrate 2.1 milioni di dosi di vaccino.

Intanto la politica italiana discute sull'opportunità o meno di rendere obbligatoria la vaccinazione anti-covid per chi lavora nella Pubblica amministrazione, o almeno per medici e infermieri.

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Hub sorvegliati speciali

E così le regioni al momento restano in attesa di riempire di scorte i loro hub, per poi rifornire ospedali ed Rsa, che saranno sorvegliati speciali per le forze dell'ordine. Per le strutture sono infatti pianificati dei Piani dei Prefetti, pronti a mettere al sicuro i carichi da qualsiasi tentativo di furto. Dalle 65mila dosi in Lombardia alle 44mila del Lazio, 40mila in Piemonte e 16mila in Liguria, in queste ore è comunque tutto pronto per "inondare i sistemi sanitari di vaccini", così come annunciato due mesi fa dal governo. 

​​Vaccino, i tempi di distribuzione

Le prime dosi del nuovo lotto dovrebbero comunque arrivare entro il 30 dicembre ed essere distribuite fino al 31. E restano un giallo i tempi annunciati dalla Pfizer, che consegnerà con i propri mezzi i vaccini in 300 punti sparsi sul territorio. Il colosso farmaceutico, alcune ore prima che trapelassero i rischi di uno slittamento anche in Italia, aveva annunciato ritardi di un giorno anche in Spagna "a causa di problemi logistici" della società in Belgio smentendo le ipotesi di ritardo per l'Italia. Secondo alcune voci nelle prossime ore l'arrivo delle dosi era previsto, attraverso la gestione di una società di spedizioni tedesca, in diversi aeroporti italiani. Ma dalla struttura commissariale per l'Emergenza confermano che le fiale saranno in viaggio custodite su furgoni che partiranno da Lipsia. 
Il Commissario Arcuri ha avuto "conferma dalla Pfizer che le prime 469.950 dosi del vaccino, previste per l'Italia dal contratto sottoscritto dall'Unione Europea in questa settimana, arriveranno nel nostro Paese a partire da domani". La consegna, effettuata direttamente dalla Pfizer presso i primi 203 siti di somministrazione individuati dal Commissario Straordinario in accordo con le Regioni, proseguirà come comunicato da Pfizer, "nella giornata del 30 dicembre e si concluderà il 31 dicembre", aveva spiegato il Commissario Domenico Arcuri dopo aver avuto la conferma dell'arrivo di 469.950 dosi già i queste ore. 

In campo i medici militari

Le forze dell'ordine daranno il proprio supporto anche per le vaccinazioni: 310 medici della Polizia sono a disposizione per le somministrazioni a tutto il Corpo, ma anche a semplici cittadini qualora fosse necessario. Ad attrezzarsi sono comunque anche gli ospedali, che in alcuni casi hanno comunicato ai Prefetti di aver potenziato il sistemi di sicurezza con vigilanza privata e telecamere interne.

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Dadone: "No obbligo di vaccino nella Pa"

"Non sono grande appassionata dell'obbligo in campo vaccinale, il governo si è raccomandato e penso che una raccomandazione forte sia il modo migliore per raggiungere l'immunità di gregge". Lo ha affermato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, replicando a distanza alla sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa per la quale invece "l'obbligatorietà del vaccino anti-Covid dovrebbe essere una pre condizione per chi lavora nel settore pubblico". "Un metodo coercitivo è assurdo" ha aggiunto Dadone intervistata a 'L'aria che tira' su La 7.

Obbligo per i medici? Si discute

Ma sull'obbligo di vaccinazione anti-Covid, almeno per medici e personale sanitario, in queste ore monta la polemica. Matteo Renzi si schiera a favore e punta a introdurla "subito almeno per gli operatori sanitari e socio sanitari". La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa dice che l'obbligo "andrebbe considerato", mentre il presidente del Il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, dice che "deve essere la politica, in base ai numeri, a decidere per legge" sull'obbligo, ma parla di "obbligo deontologico" e di possibili sanzioni. L'Ordine dei medici di Roma ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti di 13 medici no vax.

Dal canto suo  il professor Massimo Galli insiste: "Chi non si vaccina in ambito sanitario deve interrogarsi sulla sua scelta non solo rispetto a questo ma rispetto al lavoro che fa". A "Stasera Italia" su Rete4, Galli aggiunge: "Per chi fa questo lavoro, un atteggiamento di rifiuto è incompatibile. Se non ti vaccini, cambi mestiere. Anche perché vaccinarsi in questo caso non protegge tanto te stesso quanto i tuoi pazienti". 

 Il sindacato medico Anaao Assomed, per bocca della presidente Chiara Rivetti, si schiera con forza per la vaccinazione e condanna i sanitari no vax. "L'obbligatorietà per il personale sanitario - dice Rivetti - sarà da valutare. Innanzitutto, è necessaria una maggiore informazione sulle indicazioni del vaccino e sugli eventuali effetti collaterali: credo che alla luce di questa maggiore informazione saranno pochissimi coloro che non vorranno vaccinarsi contro il Covid-19".

Zaia: Veneto pronto a passaporto sanitario

Il governatore veneto Luca Zaia dice la sua a Quarta Repubblica su Rete 4: "Il vaccino è giusto che sia volontario, ma il mondo prima o poi chiederà la vaccinazione, quindi sarà inevitabile un passaporto sanitario. La nostra regione è pronta. Non è una ghettizzazione, ma un servizio accessorio che si fa ai cittadini". 

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Dentisti e farmacisti esclusi dalla priority list

Sempre parlando di medici, c'è un esercito di esclusi dalla 'priority list': sono gli odontoiatri, i farmacisti e i medici specialisti privati, che non saranno vaccinati insieme ai loro colleghi. Una lista di categorie prioritarie che potrebbe però essere modificata, almeno questo è quello che chiedono l'Ordine dei Medici e quello dei farmacisti. E a queste voci si unisce anche il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri
Nella road map, afferma il viceministro, "credo che dovrà essere fatta qualche modifica: io ad esempio inserirei anche i farmacisti, che hanno avuto dei morti durante la prima ondata, e gli odontoiatri, che operano a contatto diretto con tutti i pazienti".