Roma, 19 gennaio 2021 - E' sempre più alta la preoccupazione per il ritardo nella consegna delle dosi di vaccino anti Covid da parte di Pfizer (stasera, martedì, summit governo-Regioni). E, lo ha appreso ieri pomeriggio il commissario straordinario Domenico Arcuri, c'è un ulteriore cambio di programma deciso unilateralmente da Pfizer nella consegna dei vaccini destinati all'Italia: secondo quanto si è appreso da fonti di Arcuri, la casa farmaceutica statunitense ha consegnato ieri nel nostro Paese circa 103 mila dosi delle 397mila previste per questa settimana, dopo il taglio di 165mila deciso venerdì. Oggi ne arriveranno solo 53.820 e solo mercoledì le restanti 241 mila. L'azienda ha motivato la decisione spiegando che il ritardo è dovuto al nuovo piano di distribuzione per le prossime settimane. E oggi è il giorno degli sos che arrivano dalle Regioni e dalla preoccupazione degli esperti.

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Burioni all'attacco

Il virologo Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele, su Twitter sollecita un chiarimento da parte dell'azienda farmaceutica: "Ci sono ritardi nelle consegne dei vaccini Pfizer. E' inaccettabile che nessuno della Pfizer si degni di andare in televisione a spiegare perché questo sta succedendo".

Magrini (Aifa): "Grande preoccupazione"

La preoccupazione ovviamente resta. Se ne fa interprete il direttore generale dell'Aifa (Agenzia italiana del faemaco), Nicola Magrini: "Il ritardo di Pfizer è molto preoccupante. E' stato comunicato tutto all'ultimo minuto, se si tratta di un ritardo di una sola settimana le conseguenze potrebbero non essere così gravi. Lo possiamo definire un piccolo rallentamento. L'obiettivo è riuscire a marzo a vaccinare tutti gli ultra-ottantenni e i sanitari. Sono sicuro che ci riusciremo".

Magrini poi accenna al vaccino di AstraZeneca: "A fine gennaio l'approvazione? Se le verifiche di sicurezza confermeranno i dati diffusi si valuterà
se sovrapporlo ai vaccini già confermati e a quale fasce d'età somministrarlo. Sono prudente, non mi baso solo su promesse".

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Zaia: "Così non riusciamo a vaccinare"

Il grido d'allarme più forte arriva dal Veneto. Il governatore Luca Zaia tuona: "Non è possibile dare un piano di fornitura vaccinale e poi farlo saltare in questo modo. E' vergognoso vedersi ridurre di oltre il 50% le dosi, soprattutto vedendo anche il confronto con i dati nazionali che colpiscono in modo diverso le varie regioni. Se viene a mancare anche solo una dose la prossima settimana, noi rischiamo di far saltare i richiami". Zaia lancia una proposta: "Per  evitare che ci sia un disservizio la mia proposta è che le seconde dosi vengano garantite con il magazzino nazionale".

Regioni in difficoltà

Critiche dalla Sardegna. "La campagna vaccinale è condizionata dal fatto che Pfizer non rispetta gli accordi", ha ribadito l'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu. e disagi nel Lazio dove è stata rinvaiata a domani la consegna di 32.760 dosi di vaccino anti Covid che era prevista per oggi. Il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini puntualizza: "Il Governo, così come l'Unione europea, devono vigilare e non arretrare di un centimetro: le dosi acquistate devono arrivare nei territori, la campagna di vaccinazione deve proseguire a pieno ritmo".

Summit governo-Regioni

Intanto questa sera (martedì) summit governo-Regioni. Il tema sarà al centro della Conferenza Stato-Regioni. Il commissario straordinario all'emergenza Covid esaminerà la questione assieme ai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia e ai vari presidenti di Regione, molti dei quali si sono rivolti in questi ultimi giorni allo stesso Domenico Arcuri sollecitando un suo intervento.

Speranza: vaccini? Priorità agli over 80

La priorità resta la "seconda dose" perché gli operatori sanitari e gli over 80 "sono categorie fondamentali per la vaccinazione", ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso del vertice con le Regioni ricordando che il 60% delle vittime ha più di 80 anni e il 90% più di 60. Il ministro ha poi garantito alle Regioni che per quanto riguarda Pfizer l'Italia utilizzerà "tutte le armi possibili, compresa la pressione sulla commissione Ue".

La replica di Pfizer

Pfizer rassicura: "Le consegne riprenderanno regolarmente a partire dalla prossima settimana, distribuendo le quantità di dosi di vaccino previste per il primo trimestre e un quantitativo superiore alle attese nel secondo trimestre". Lo afferma all'Adnkronos Salute Paivi Kerkola, amministratore delegato di Pfizer in Italia.

Piemonte e medici di base

Il Piemonte intanto firmaun accordo con i medici di base per l'inoculazione del vaccino. Lo annunci ail governatore Alberto Cirio: "Oggi definiremo l'accordo per l'inoculazione del vaccino anti-Covid attraverso i medici di medicina generale: saremo la prima Regione d'Italia a chiudere un accordo di questo tipo".