Il governatore veneto Luca Zaia (Ansa)
Il governatore veneto Luca Zaia (Ansa)

Roma, 12 febbraio 2021 - Mentre in Italia entra nel vivo la vaccinazione anti Covid per gli over 80 (il primo in Liguria è stato Renzo Piano, che dice: "E' un dono"), Pfizer e Moderna hanno iniziato a testare i loro sieri sui bambini a partire dai 12 anni. Intanto AstraZeneca interviene per smentire il ventilato 'mercato parallelo' dei vaccini, ma qualche governatore insiste sull'ipotesi di reperire i sieri sul mercato per accelerare la vaccinazione di massa. Al veneto Luca Zaia, che anche oggi rilancia l'opportunità di avviare trattative per l'acquisto di vaccini, s'accodano il ligure Giovanni Toti e la vicepresidente lombarda Letizia Moratti. Dal canto suo, l'agenzia europea Ema avvia l'esame del vaccino sviluppato da CureVac. Sarà in "revisione continua", procedura accelerata di valutazione. Appello del Vaticano per sospendere i brevetti e aiutare i Paesi poveri.

Bollettino Covid del 12 febbraio

Indice Rt aggiornato al 12 febbraio

Astrazeneca: segnalare truffe

"L'obiettivo di AstraZeneca è mantenere gli impegni globali nei confronti dei governi e delle organizzazioni sanitarie internazionali, il più rapidamente possibile per contribuire a porre fine alla pandemia", dice all'Agi una fonte della multinazionale AstraZeneca in riferimento a notizie di stampa su un presunto mercato parallelo con l'offerta di vaccini anti-Covid-19 per l'acquisto da privati tramite intermediari. "Non vi è pertanto attualmente alcuna fornitura, vendita o distribuzione del vaccino al settore privato - assicura l'azienda - Se qualcuno offre vaccini attraverso il settore privato, è probabile si tratti di vaccini contraffatti e come tali vanno segnalati alle autorità competenti". 

Veneto chiede autorizzazione all'Aifa

Il veneto ha chiesto all'Aifa "l'autorizzazione a importare 4 milioni di dosi di vaccini autorizzati Ema" con tempi di consegna "inferiori a un mese" e "prezzi vicini a quelli di Ema", ha precisato il direttore della Sanita' regionale, Luciano Flor in conferenza stampa. "Con le prospettive di oggi - ha aggiunto - sono molto valide le condizioni che ci offrono rispetto a tempi e costo".
"Noi i progetti li facciamo tutti nella legalità - assicura il presidente Luca Zaia - rispetto di regole e direttive, e siamo davanti a un governo che non si esprime e l'Europa che si è espressa ieri. Sembra che sia un problema occuparsi della salute dei cittadini. Questo è un Paese talmente malato che si critica anche chi fa il proprio mestiere, cosa dovremmo fare? Aspettare che passi il Covid?".

Toti: se serve andremo sul mercato

"Siamo disponibili ad andare sul mercato a reperire vaccini per accelerare la campagna di vaccinazione: per il momento guardiamo con grande attenzione, ma non mi pare che sul mercato vi siano tutte queste possibilità", dice il presidente della Liguria Giovanni Toti. "Le dosi del vaccino Pfizer, come Moderna di cui abbiamo più bisogno fino a quando arriverà il vaccino Johnson, sono perlopiù opzionate ed escludo con grande autostima di me stesso e della nostra regione, che Regione Liguria possa arrivare dove non arriva la Commissione europea. Dopodiché sono certo che se vi fosse l'opportunità la perseguiremo in ogni modo".

Moratti: valutiamo acquisti autonomi

Secondo Letizia Moratti, assessore al Welfare della Lombardia, "se le cose dovessero rimanere come prospettato dal commissario Arcuri, la Lombardia non sarà in grado di vaccinare tutta la popolazione entro giugno, perché le categorie tra i 55 e gli 80 anni dovrebbero essere coperte con i vaccini Pfizer e Moderna, che al momento sono insufficienti". Quindi "insieme al Veneto e altre due regioni, nel rispetto delle condizioni di Aifa, verificheremo se ci sono i requisiti per gli acquisti autonomi".

Vaccini, primi test sui 12enni

Pfizer e Moderna hanno iniziato a testare i loro vaccini su bambini a partire dai 12 anni di età e sperano di avere i risultati della sperimentazione entro l'estate. Lo riporta il New York Times, riferendo che le due aziende farmaceutiche potrebbero in seguito avviare la sperimentazione su bambini di età inferiore. Anche Johnson & Johnson, Novavax e AstraZeneca hanno progetti simili, riporta il Nyt, ma sono in una fase meno avanzata rispetto a Pfizer e Moderna. 

Iss: i vaccini non causano il Covid

I vaccini non possono causare Covid-19. Lo precisano i ricercatori dell'Istituto superiore di sanità, sul sito dell'istituto nella sezione dedicata alle Faq. "I vaccini ora in uso (Pfizer-Biontech, Moderna e Astrazeneca) non somministrano virus. Una eventuale malattia Covid-19 successiva sarebbe contratta indipendentemente dal vaccino", sottolineano.  "I vaccini a Rna (Pfizer-Biontech e Moderna) inducono l'immunità fornendo a cellule umane esclusivamente le istruzioni per produrre un frammento del virus, la proteina Spike, che indurrà la produzione di anticorpi specifici verso il virus Sars-CoV-2. Con questi vaccini, quindi - spiega l'Iss - non viene somministrato alcun virus, né vivo né attenuato, e la sola proteina spike non può causare infezione o malattia. Nel caso di AstraZeneca il vettore virale introduce nelle cellule direttamente il frammento della proteina Spike che induce la reazione immunitaria, ma non l'intero virus, e non può quindi causare la malattia. Una eventuale malattia Covid-19 successiva alla vaccinazione, può essere quindi causata solo da una infezione naturale del virus, contratta indipendentemente dal vaccino". 

Vaticano: sospendere i brevetti

Il cardinale Peter Turkson, Prefetto del dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, fa appello affinché venga eliminata la proprietà intellettuale delle case farmaceutiche che producono il vaccino anti-Covid e venga annullato, o almeno diminuito, il debito pubblico dei paesi poveri affinché possano investire in sanità.  "Fin dall'inizio parlato di dover assicurare un accesso inclusivo al vaccino", ha detto il porporato ghanese, "ma come siamo adesso, l'Unione europea nella sua lotta con AstraZeneca... ogni governo si sente responsabile della sua propria popolazione. Noi abbiamo sperato che la ricerca del vaccino possa procedere in tandem con la sospensione della proprietà intellettuale per consentire non solo a certe case farmaceutiche ma alle case farmaceutiche nel mondo di superare la pandemia. La sfida c'è, bisogna lavorare insieme, davanti alla pandemia globale ci vuole uno sforzo globale, questo è quello che stiamo ancora cercando di incoraggiare nel mondo".