Badanti e insegnanti: si valuta l'obbligo di vaccino
Badanti e insegnanti: si valuta l'obbligo di vaccino

Roma, 25 luglio 2021 - Mentre si continua a parlare di 'effetto Draghi' nella corsa al vaccino, in Italia si discute anche di estendere l'obbligo di vaccino anti Covid ad altre categorie, oltre al personale sanitario. E così la politica si divide sull'opportunità di obbligare anche gli insegnanti e i lavoratori della scuola a immunizzarsi, per garantire la ripartenza a settembre in presenza: ipotesi fortemente caldeggiata dal ministro Speranza. Ma ora dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa arriva anche la proposta del vaccino obbligatorio - e quindi del Green pass - per le badanti, come già avviene in Francia. Intanto il Governo è al lavoro per prevedere da fine agosto il Green pass obbligatorio anche su treni, navi e aerei. Intanto si apprende che un medico dell'ospedale di Novara ieri ha sfilato col popolo dei 'no green pass' e ora rischia un procedimento disciplinare.

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"Dobbiamo proteggere i nostri anziani"

"Un tema sul quale assumersi l'impegno - spiega Costa al Tg4 - D'altronde quando abbiamo introdotto l'obbligo vaccinale per il nostro personale sanitario siamo partiti proprio da qui, nel voler tutelare i nostri anziani e i più fragili. Dopo di che si tratta di un rapporto tra privati quindi non facile da gestire. È chiaro che dobbiamo mettere in atto tutti quei provvedimenti che permettano di tutelare in nostri anziani anche compreso prevedere il Green pass e obbligo vaccinale per chi segue i nostri anziani. Credo che il prezzo che hanno pagato i nostri anziani sia già troppo alto e non possiamo permetterci di fare altri errori".

Speranza: vaccino a chi lavora a scuola

Per il ritorno nelle aule a settembre "il vaccino resta un'arma fondamentale, nessuna opzione può essere esclusa ma sono tutte in campo perché la scuola è decisiva, e lo è per il governo", ha detto il ministro della Salure Roberto Speranza alla festa di Articolo 1 a Bologna.  "Da parte dei ragazzi c'è una straordinaria partecipazione" alla campagna vaccinale, rimarca Speranza, "e questa è un'arma straordinaria per difendere le scuole. E' chiaro che devono vaccinarsi tutti coloro che lavorano nelle scuole".

Quanto ai Green pass scaricati finora dagli italiani, Speranza parla di "numeri stratosferici", e ragguaglia: "Questa mattina eravamo a 49 milioni di green pass scaricati, siamo a un numero strepitoso".

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Novara, medico al corteo no-green pass

Alla manifestazione "no green pass" di ieri ad Alessandria c'era anche il direttore delle Malattie infettive dell'Ospedale di Novara, Pietro Luigi Garavelli. La sua presenza non è passata inosservata e ora rischia un procedimento disciplinare. Garavelli, che solo pochi giorni fa era stato nominato cavaliere al merito della Repubblica per il contributo dato alla lotta contro il Covid, ha detto ai giornalisti di aver deciso di partecipare alla manifestazione "per informare". "Da un anno e mezzo mi occupo di Covid a livello nazionale e internazionale - ha detto - e sono venuto a dirvi tutto quello che dovete sapere".

A Radio Gold, Garavelli ha detto che "il green pass è il figlio bastardo del lockdown: non è efficace di per sè, è un induttore alla vaccinazione che, però, da sola non risolve il problema. Per dire quanto hanno funzionato i vaccini sulle minori ospedalizzazioni occorrerà aspettare questo autunno, a condizioni climatiche paritarie. La soluzione? Ce l'abbiamo già qui, in Piemonte: abbinare alla politica vaccinale le cure domiciliare precoci, con l'idrossiclorochina e coi monoclonali. Insomma, deve essere una terapia combinata". 
"Se consiglio a queste persone di vaccinarsi? Sì, ma senza riporre eccessiva fiducia nei vaccini", ha proseguito il medico, che ha aggiunto: "Ad esempio ho dubbi sul vaccino agli under 40: fino a quell'età, a fronte di un rischio Covid grave pari a zero, esiste invece un rischio di miocardite, in particolare nei maschi vaccinati. Dopo i 40 anni, invece, il dato si inverte: consiglierei, quindi, di vaccinare cum grano salis. Di questi vaccini conosciamo gli effetti collaterali immediati, ma quelli a medio-lungo periodo non li conosciamo. Il problema del vaccino è che si induce nella gente la falsa sicurezza: tra i giovani non deve passare il concetto del 'liberi tutti' dopo la vaccinazione".

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