Covid: fiale di vaccino monodose di Johnson&Jonhson (ImagoE)
Covid: fiale di vaccino monodose di Johnson&Jonhson (ImagoE)

Roma, 30 ottobre 2021- Risalgono i contagi Covid anche in Italia. E, visto il rallentamento delle primi dosi di vaccino, la campagna di immunizzazione sembra concentrarsi soprattutto sui booster, cioè l'inoculazione delle terze dosi (già partita per soggetti fragili e over 60). Per il Cts è "uno scenario verosimile" che tutta la popolazioni arrivi a questo 'rinforzo', ma resta il nodo di coloro che hanno il monodose Jonhson&Johnson (Janssen). 

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Cosa succede a chi ha fatto il vaccino Janssen

Per chi ha ricevuto il vaccino monodose Janssen potrebbe essere indicato fare una nuova somministrazione, probabilmente con un immunizzante a mRna, a distanza di tre mesi dalla prima inoculazione. In assenza di dati definitivi sulla durata dell'efficacia del vaccino J&J, gli scienziati ritengono che gli studi pubblicati nel Regno Unito su AstraZeneca facciano testo anche per l'immunizzante di Janssen, che usa lo stesso meccanismo ad adenovirus.

Chi ha già deciso su J&J

Il 20 ottobre scorso la Food and Drugs Administration statunitense (Fda) ha autorizzato il booster (seconda dose) per J&J, raccomandandolo a tutte le persone dai 18 anni in su che hanno ricevuto la prima dose almeno due mesi fa. Contenstualmente la Fda ha anche dato il via libera al cosiddetto 'mix and match', cioè l'uso per il richiamo di un vaccino diverso da quello ricevuto inizialmente per tutti e tre i vaccini autorizzati in America (Moderna, Johnson&Johnson e Pfizer).

Cosa succede in Italia con J&J

Un milione e mezzo di italiani hanno ricevuto il monodose Janssen. "Ci sarà una priorità per coloro che hanno fatto il vaccino J&J, le indicazioni saranno date a breve in maniera chiara ed esaustiva", ha detto un paio di giorni fa Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, intervendo su Radio Cusano Campus. Bisogna infatti ancora attendere la decisione dell'Aifa sulla richiesta del ministero della Salute sia per il via libera al richiamo dopo tre mesi dalla prima dose sia ad utilizzare - così come negli Stati Uniti - un siero a mRna. A tal proposito nemmeno l'Ema si è ancora pronunciata.

Quanto dura l'efficacia del vaccino J&J

Gli esperti sono divisi sulla durata dell'efficacia del vaccino Johnson&Johnson. Ospite di alcune trasmissioni, Andrea Crisanti ha affermato che "il vaccino Johnson & Johnson dopo 2 mesi di fatto non protegge quasi più niente". Chi lo ha fatto a giugno ora di fatto è scoperto - ha chiarito l'ordinario di Microbiologia all'Università di Padova - infatti credo che a breve usciranno comunicazioni a riguardo".

La pensano in maniera diversa sui colleghi sentiti dall'AdnKronos. "I dati  pubblicati a luglio dicono che c'è una risposta sostenuta e robusta per almeno 8 mesi. Dopo di che ci sono state delle segnalazioni che hanno evidenziato che dopo 2 mesi i soggetti che hanno fatto la monodose vedono una riduzione della protezione, ma cominciate a ridursi non significa che a due mesi scompaiono gli anticorpi", dice Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.   

"Il dato è che la protezione" con il vaccino anti-Covid Janssen "tende a calare di più degli altri vaccini ed è importante una seconda dose che a questo punto in Italia si farà in modo eterologo", dice il virologo Fabrizio Pregliasco. "Non è vero che protegge meno - frena il docente dell'Università Statale di Milano -. Non ha senso mettere ingiustamente in panico 1,5 milioni di persone quando la protezione comunque c'è". Crisanti, aggiunge, "ha messo in evidenza forse in modo un po' eccessivo quella che è il dato oggettivo di riduzione, ma non di sparizione" dell'effetto protettivo del vaccino. 

Dopo quanto si dovrebbe fare il booster

"Come tutti i vaccini anti-Covid, anche questo" di J&J "ha bisogno di una bose booster ma non tutti la devono fare dopo due mesi. Chi ha fatto J&J, ha più di 60 anni e ha altre patologie, dovrebbe fare, dopo 6 mesi, faccia rapidamente una seconda dose o di J&J, che abbiamo visto aumenta la protezione anche contro la variante Delta, o una eterologa con Moderna o Pfizer", evidenzia ancora l'infettivologo Bassetti.

Per le categorie che devono fare la seconda di J&J, "quello che posso consigliare è farla dopo i 4 mesi e non aspettare i 6 mesi", dice Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), sempre all'AdnKronos. Molti giovani hanno scelto di fare il monodose J&J in estate per avere il Green pass e potersi muoversi liberamente. "Diciamo che loro, se dovranno fare il richiamo, lo potranno fare a gennaio 2022", precisa Andreoni.