Una minore durante il vaccino all'Open Day Junior di Roma (Ansa)
Una minore durante il vaccino all'Open Day Junior di Roma (Ansa)

Roma, 22 giugno 2021 - Intorno ai vaccini anti-Covid ai minori si è sollevato un dibattito tra chi la promuove con decisione (vaccinazione a tappeto con poche eccezioni) e chi ritiene vada offerta ai giovanissimi solo in casi particolari. Questo dibattito è montato alla luce della tragica vicenda di Camilla Caneva, la teenager genovese morta dopo vaccinazione volontaria con AstraZeneca (soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare, assumeva una terapia a base di ormoni). Questa ragazza (mancata per una trombosi scatenata, si è detto, dal vettore adenovirus) in teoria avrebbe potuto contagiarsi e superare senza particolari conseguenze un Covid, visto che nei giovani la sindrome decorre in maniera quasi asintomatica e molto raramente sviluppa sequele. Dunque la domanda è: ha senso spingere i giovani a sottoporsi alla vaccinazione contro il Coronavirus? Vediamo pro e contro. L'ultima presa di posizione viene dagli specialisti della Società Italiana di Pediatria (Sip), che incoraggiano la profilassi.

Vaccino Covid: come spostare l'appuntamento regione per regione (prima dose e richiamo)

La posizione dei pediatri

La fascia di età sopra i 12 anni risulta tra quelle meno colpite dal SARS-CoV2, ma si sono avuti casi isolati di bambini e adolescenti colpiti da gravi complicanze, anche al di là della ben nota sindrome multi-infiammatoria sistemica, la cosiddetta MIS-C. “In termini di sanità pubblica – precisa Annamaria Staiano, presidente della Società Italiana di Pediatria - la fascia di età pediatrica adolescenziale può fungere da serbatoio per la diffusione del virus nella popolazione. Ridurre la circolazione del virus con un'offerta vaccinale universale significa limitare l'insorgenza di varianti potenzialmente più contagiose o capaci di ridurre l'efficacia dei vaccini, e permetterà di beneficiare di una prossima apertura dell’anno scolastico in sicurezza”. Dunque vaccinare i giovanissimi (1) per limitare la circolazione del virus,(2)  prevenire l'insorgenza di varianti dalle dinamiche imprevedibili e (3) tornare a scuola in sicurezza. La Società Italiana di Pediatria punta a una vaccinazione globale, per tutte le età e in tutti i Paesi del mondo.

La politica

La sospensione delle vaccinazioni offerte ai giovani con AstraZeneca, disposta dopo la morte della ragazza genovese, ubbidisce al principio della massima cautela. Ricordiamo che il 31 maggio l'Aifa ha annunciato l'autorizzazione all'uso del vaccino anti-Covid Pfizer-BioNtech per chi ha tra 12 e 15 anni, a cui è seguito «il via libera dell'Ema. Eppure un rischio anche minimo di effetti indesiderati a causa del vaccino? Questo rischio deve essere ancora valutato appieno, tenendo in considerazione (questo in particolare il senso di una mozione della Lega al Senato) che circa il 96% dei morti per Covid in Italia è costituito da soggetti sopra i 60 anni, fatta eccezione di un'esigua percentuale costituita da individui fragili di ogni classe di età (ad esempio immunodepressi). Da qui i dubbi se sia il caso di estendere la vaccinazione anche alla popolazione meno a rischio, esponendo a effetti potenzialmente indesiderati chi realisticamente corre meno pericoli mortali per il Covid, come bambini e adolescenti.

I dati 

"Purtroppo i dati ad oggi a nostra disposizione sui vaccini anti-Covid negli adolescenti sono ancora pochi, e con follow-up di breve durata, pertanto la possibilità di trarre conclusioni definitive risulta limitata". Così si esprime Gabriella Pozzobon, presidente della Società italiana di medicina dell'adolescenza (Sima). Negli adolescenti fragili, più suscettibili a forme gravi di Covid, quali diabete, obesità, tumori, immuno-soppressione, la vaccinazione è una priorità riconosciuta, come negli adulti appartenenti a queste categorie". Se emergessero nuove varianti a maggiore impatto sui minori, vaccinarli diventerebbe prioritario.

Effetti collaterali

Gli effetti avversi dopo la vaccinazione contro il Covid-19 negli adolescenti, negli studi presentati dalla Pfizer/BioNTech: sono dolore nel sito dell'iniezione, mal di testa, dolori muscolari o articolari, brividi, febbre, stanchezza, nausea. Potrebbe essere opportuno modificare le dosi dei vaccini per i minori? Causa la maggiore reattività immunitaria dei giovani, alcuni autori suggeriscono di considerare la possibilità di utilizzare dosi ridotte.