Parigi, 11 dicembre 2020 - Frenata della francese Sanofi e della britannica Gsk sul loro candidato vaccino per il Covid-19: hanno annunciato che non sarà pronto prima di fine 2021, dopo che i risultati provvisori dei trial hanno rilevato una bassa risposta immunitaria negli anziani. "Sanofi e Gsk annunciano un ritardo nel loro programma" sul vaccino "per migliorare la risposta immunitaria negli adulti più anziani", si legge nel comunicato, in cui si sposta "da metà 2021 al quarto trimestre del 2021" la potenziale disponibilità del siero. 

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Usa, la corsa del vaccino Pfizer

Intanto, dopo 8 ore di riunione, il comitato di advisor scientifici dell'Fda (Food and Drug Administration), l'autorità americana sul farmaco, ha raccomandato l'autorizzazione d'emergenza alla distribuzione negli Stati Uniti del vaccino Pfizer-BioNtech. La somministrazione del siero scatterà non appena arriverà il via libera dell'Fda che di solito segue il parere, non vincolante, del comitato scientifico

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Gli Stati Uniti potrebbero tornare alla normalità per la prossima estate o all'inizio dell'autunno se tutti si vaccineranno contro il Covid-19, ha detto il direttore del Nationa Institute of Allergy and Infectious Diseases, Anthony Fauci, intervistato dalla Cnn. "Dipende dalla velocità e dal numero di persone che verranno vaccinate", ha spiegato il virologo più famoso d'America. "Se il programma di vaccinazione andrà avanti senza intoppi e tutti riceveranno il vaccino velocemente", ha predetto, "potremmo tornare a una qualche forma di normalità piuttosto velocemente questa estate e certamente in autunno", ha dichiarato Fauci.

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Australia, falsi positivi all'Hiv

Uno stop arriva invece per il vaccino australiano. Le autorità sanitarie del Paese hanno deciso di interrompere la sperimentazione del vaccino contro il Coronavirus dopo che diverse persone che si sono sottoposte ai test sono risultate false positive all'Hiv. Il vaccino australiano, che secondo i ricercatori sarebbe stato pronto entro la metà del 2021, era ancora nella fase 1 della sperimentazione elaborata in modo congiunto dall'Università del Queensland e dalla società biotecnologica australiana Csl. Quest'ultima in una nota ha spiegato che non sono state segnalate reazioni gravi nei 216 partecipanti allo studio e che il vaccino ha dimostrato di avere un "forte profilo di sicurezza". Tuttavia, i dati degli studi hanno rivelato che gli anticorpi generati dal vaccino hanno interferito con la diagnosi di Hiv e hanno portato a falsi positivi. Se il vaccino fosse stato lanciato a livello nazionale, secondo la Csl avrebbe provocato danni alla salute pubblica in Australia causando un'ondata di falsi positivi nei test per l'Hiv.

"I test di follow-up hanno confermato che non è presente alcun virus Hiv, ma solo un falso positivo su alcuni test Hiv. Non c'è possibilità che il vaccino provochi l'infezione", precisa la nota della Csl. Il primo ministro australiano Scott Morrison ha quindi spiegato ai giornalisti che il vaccino "non farà più parte del piano vaccinale del paese". A ottobre il governo australiano aveva ordinato 51 milioni di dosi del vaccino Csl. A proposito del vaccino contro il coronavirus elaborato dalla Pfizer e da BioNTech, Morrison ha dichiarato che non sarà disponibile in Australia fino a quando i funzionari sanitari australiani non saranno sicuri al cento per cento che sia sicuro. E questo nonostante il vaccino sia stato già approvato in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Canada.

Astrazeneca e Sputnik V

Tornando sul fronte europeo, spunta una collaborazione con Mosca. La casa farmaceutica britannico-svedese AstraZeneca ha accettato l'offerta di cooperazione degli sviluppatori del vaccino russo Sputnik V, per studiare le combinazioni di vaccini contro il Covid-19. Lo ha comunicato la stessa AstraZeneca: "Oggi annunciamo un programma di sperimentazione clinica per valutare la sicurezza e l'immunogenicità della combinazione di AZD1222, sviluppato da AstraZeneca e Oxford University, e Sputnik V, sviluppato dall'istituto di ricerca russo Gamaleya. Partirà il reclutamento di adulti di età pari o superiore a 18 anni", ha spiegato l`azienda britannica-svedese. "Il nuovo capitolo della cooperazione sui vaccini è iniziato oggi. Abbiamo fatto un'offerta e AstraZeneca l'ha accettata. È successo tutto qui su Twitter!", ha indicato l'account Twitter ufficiale del vaccino russo Sputnik V.