Roma, 10 gennaio 2021 - Continua la somministrazione del vaccino anti Covid in Italia e il commissario straordinario per l'emergenza Domenico Arcuri assicura che "riusciremo a vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno entro il prossimo autunno". "Fino a quel giorno bisogna pattinare in un equilibrio tra i contagi e i vaccini", ha detto della trasmissione di Rai3 'Mezz'ora in più". 
"Pensare oggi, con l'1% dei vaccini fatti, che la pandemia sia finita, vuol dire non aver fatto tesoro di quello successo nell'ultimo anno, e non accorgersi di cosa accade oltra i nostri confini. L'epidemia non è fuori controllo, ma ha ripreso la sua recrudescenza nel Regno Unito, in Spagna, in Francia, e anche in Germania", ha proseguito Arcuri. "Nelle ultime settimane l'indice Rt è ricominciato a salire. La situazione è molto semplice: abbiamo capito tutti che la moltiplicazione dei contagi si evita con le misure che fanno parte, ormai, del patrimonio cognitivo di tutti gli italiani. Nessuno può immaginare che queste misure non debbano continuare ad essere adottate", ha ricordato ancora.

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Secondo il commissario straordinario entro la fine di marzo saranno vaccinati 6 milioni di italiani, grazie ai contratti aggiuntivi sottoscritti dall'Ue con Pfizer e Moderna. "Non abbiamo tutti i vaccini che vorremmo: l'Ue ha autorizzato per ora quelli di Pfizer e Moderna. L'Italia avrà 60 milioni di dosi nel corso dell'anno da questi due, vaccinando 30 milioni di italiani". In 10 giorni sono state vaccinate in Italia 600mila persone, "continuiamo a farlo e iniziamo a vedere la fine del tunnel - ha detto ancora Arcuri - Siamo in una condizione meno drammatica di 6-7 mesi fa, in cui combattevamo senza le stesse armi e senza intravedere uno spiraglio di luce". 

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"Se verranno autorizzati almeno due degli altri 4 vaccini, Astrazeneca e quello Johnson & Johnson, noi riusciremmo a raggiungere l'obiettivo che ci siamo posti. Mi aspetto che l'Ema non perderà tempo ma anche che non autorizzerà mai l'immissione in commercio di un vaccino che non avrà le caratteristiche di sicurezza". Arcuri ha quindi ribadito che "al crescere del numero di persone vaccinate si alzerà la barriera alla moltiplicazione dei contagi". Per fare una campagna di vaccinazione di successo servono tre cose: "i vaccini, e noi non ne produciamo; serve un piano logistico-organizzativo che porti tutti i vaccini che arrivano in Italia al maggior numero possibile di persone nel minor tempo possibile; terzo, serve che i vaccini vengano poi somministrati, e mi sembra che regioni e province autonome lo stanno facendo".

E Arcuri ha risposto anche anche al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha polemizzato sulla "distribuzione fatta in modo sperequato nei giorni scorsi" visto che oggi la sua regione esaurisce tutte le dosi di vaccino disponibili. Il presidente della Campania "sa già che domani ci sarà la nuova distribuzione dei vaccini - ha detto Arcuri complimentandosi per il risultato raggiunto -. Lui ha giustamente lanciato l'allarme ma se domani il modello distributivo di Pfizer funzionerà, e io non ho dubbi di questo, riceverà le nuove dosi".

"Prendiamo atto che i numeri sconfiggono le parole. Siamo il Paese leader in Europa in quanto a dosi di vaccino somministrate", ha concluso Arcuri. Secondo il report pubblicato dal sito del Commissario per l'emergenza, sono prossimi a raggiungere il 100% di somministrazione dei vaccini anche altre tre regioni: Veneto, Toscana e Umbria.

"Richiamo vaccino Pfizer dopo 21 giorni"

"In Italia resta, al momento, l'indicazione di effettuare la seconda dose, ovvero il richiamo, del vaccino Pfizer-BioNTech dopo 21 giorni dall'inoculazione della prima. Ciò sulla base delle attuali indicazioni dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa e degli studi disponibili", ha spiegato invece Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), all'Ansa.