Il commissario straordinario Domenico Arcuri (a destra) col ministro della Salute Roberto
Il commissario straordinario Domenico Arcuri (a destra) col ministro della Salute Roberto

Roma, 20 gennaio 2021 -  Dopo le sollecitazioni da parte dell'Europa, alla Pfizer  avevano promesso anche al nostro governo che avrebbero mantenuto il taglio unilaterale del 29% solo per questa settimana. Ma ieri, in un teso colloquio con il Commissario stradinario Domenico Arcuri, Pfizer ha annunciato che avrebbe mantenuto il taglio di questa settimana anche la prossima. Anzi avrebbe tagliato qualche ulteriore dose. E Arcuri ha perso la pazienza e ha deciso, d'intesa con i ministri Speranza e Boccia, di avviare azioni legali contro la multinazionale americana. 

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'Purtroppo l'esito delle interlocuzioni anche odierne con Pfizer non ha sortito gli effetti che auspicavamo. Infatti l'azienda - ha annunciato ieri sera il Commissario Arcuri a termine dell incontro Stato-Regioni - ci ha comunicato che anche nel corso della prossima settimana non solo non verranno consegnate in Italia le dosi che sono state unilateralmente e senza preavviso non consegnate in questa settimana, pari al 29%, ma ci sarà una pur lieve ulteriore riduzione delle consegne. Di conseguenza si è discusso quali azioni intraprendere a tutela dei cittadini italiani e della loro salute in tutte le sedi, civili e penali, in cui ciò sarà possibile.Si è unanimemente deciso che tali azioni verranno intraprese a partire dai prossimi giorni in un quadro unitario''. 

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"Ho ricevuto - ha proseguito Arcuri - una unanime solidarietà da parte di tutti i presidenti delle Regioni e delle province autonome del nostro Paese nel corso della riunione appena conclusa alla presenza dei ministri Speranza e Boccia. La tutela della salute dei cittadini italiani non è una questione negoziabile. La campagna vaccinale non può essere rallentata, tantomeno per le somministrazioni delle seconde dosi ai tanti italiani a cui è stata già somministrata la prima''.

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Gli impegni contrattuali sottoscritti da Pfizer, ha spiegato Arcuri, prevedono che l'Italia riceva entro il 31 marzo 8.635.154 dosi, come indicato nel primo ordine, e una quota delle 6.642.991 dosi indicate nell'ordine aggiuntivo. Al momento, ha detto ancora Arcuri, Pfizer dovrebbe consegnare all'Italia entro il 15 febbraio 3.885.570 dosi, "pari al 45% dell'ordine iniziale e ad una percentuale sensibilmente inferiore considerato quello aggiuntivo". Sempre che vengano rispettati gli impegni presi, cosa "mai accaduta dell'inizio dell'esecuzione del contratto".

 Tutte informazioni che gli uffici del Commissario hanno messo in un dossier già condiviso con l'Avvocatura generale dello Stato in modo da "valutare - ha detto Arcuri - i diversi profili di responsabilità in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini". Si sta valutando una  diffida all'azienda con ipotesi danni per il rallentamento del piano vaccinale' e un 'esposto alla procura per impatto sulla salute per inadempimento di contratto pubblico. Come dire, si usa l'artiglieria pesante.

l presidente della Conferenza Stato-Regioni e presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha assicurato l’appoggio delle Regioni "per tutte le azioni che si vorranno intraprendere allo scopo di tutelare il diritto alla salute dei cittadini italiani".

I ritardi di Pfizer comporteranno la necessità di una rimodulazione del piano vaccinale. A meno di 20 giorni dall'inizio della campagna, il governo è già costretto a rimettere mano al piano presentato a inizio dicembre in Parlamento dal ministro della Salute Roberto Speranza. Il ministro Francesco Boccia ha chiesto alle Regioni "un accordo di solidarietà per garantire i richiami a tutti" con una redistrubuzione delle dosi in modo che il taglio sia percentualmente uguale per qutti, o quasi. Il piano dovrebbe durare per il periodo di riduzione delle spedizioni, al momento due settimane, ma nessuno sa dire per quanto tempo durerà questa situazione. Certo è che le Regioni hanno dato il loro assenso alla rimodulazione delle quote.