Roma, 30 gennaio 2021 - Nel giorno dell'ok dell'Aifa al vaccino AstraZeneca contro Covid, il piano vaccini in Italia ha il sostanziale via libera delle Regioni, che durante il vertice convocato dal ministro Francesco Boccia, hanno assicurato il loro pieno sostegno. Il piano andrà adeguato mese per mese in base alla distribuzione.

I governatori hanno chiesto approfondimenti per le prossime settimane anche sull'utilizzo dei famaci con anticorpi monoclonali, sulla produzione dei vaccini in Italia e sull'utilizzo sul campo dei medici specializzandi. Approfondimenti sono stati chiesti anche sull'intesa con medici di medicina generale e le farmacie.

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La vaccinazione anti-Covid è ripresa, assicura nel frattempo il commissario straordinario Domenico Arcuri: "Ad oggi abbiamo somministrato 1,8 mln di vaccini, oltre 462 mila seconde dosi. Stiamo usando le dosi conservate e quelle che stanno arrivando per somministrare le seconde dosi". 
Le previsioni? Secondo Arcuri "arriveremo a fine febbraio a 6.364.808 dosi consegnate, per finire il primo target e iniziare già il secondo". 

Boccia ha aggiunto:  "Continuiamo a mantenere alta la pressione sulle aziende farmaceutiche per il rispetto delle forniture. A febbraio gli ulteriori 4 milioni di vaccini in arrivo che si sommano ai due già arrivati, devono essere garantiti e soprattutto noi dobbiamo somministrarli in tempi rapidissimi". 

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Boccia: il piano Natale ha funzionato

 "I dati elaborati ieri dalla cabina di regia dimostrano che le misure restrittive di Natale hanno funzionato; aver riportato RT a 0.84 è il segno del duro lavoro comune fatto con il sacrificio di tutti gli italiani", ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia incontrando le Regioni. "Non è stato semplice - ha sottolineato - ma il Paese oggi ha reti sanitarie in sicurezza, mentre tutta Europa è in grande difficoltà e alcuni Paesi sono tuttora in lockdown nazionali; ovviamente non possiamo abbassare la guardia fino all'entrata a regime dei vaccini".

Toti: più vaccini dove vivono più anziani

Per il governatore ligure Giovanni Toti "è fondamentale proteggere al più presto con il vaccino i cittadini più vulnerabili al Covid". E visto che il 60% delle persone decedute per la pandemia ha più di 80 anni, "le dosi devono essere distribuite sulla base di questo criterio: dove vivono più anziani devono arrivare più vaccini. Questo consentirà presto di ridurre di moltissimo i ricoveri e soprattutto il numero più doloroso, quello dei morti. Solo così, dopo tanti sacrifici, possiamo sperare di riaprire il Paese, far ripartire le nostre attività e tornare gradualmente alla normalità".