Vaccinazione anti Covid di una donna incinta (Ansa)
Vaccinazione anti Covid di una donna incinta (Ansa)

Roma, 30 agosto 2021 - Il vaccino anti Covid per le donne in gravidanza e allattamento, e per i ragazzini sopra i 12 anni, non è pratica ancora abbastanza diffusa. Lo dicono neonatologi, pediatri e ginecologi, che lanciano un appello al ministero della Salute sottolineando i rischi del virus "anche per queste categorie" e chiedendo che "sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza e in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili)". 

Il bollettino Covid del 30 agosto: i contagi in Italia

Sommario

Vaccini sicuri per le donne in gravidanza

Se il virus può provocare rischi gravi, di contro i vaccini a mRNA, sottolineano gli esperti, sono "assolutamente sicuri sia per le donne in gravidanza, sia per le donne che allattano. In alcuni centri di riferimento nel mondo (come a Parigi, in Israele, in Belgio, in Irlanda, negli Usa) la vaccinazione in gravidanza viene offerta di routine. Non esistono controindicazioni diverse dal resto della popolazione alla vaccinazione". 
Il vaccino, inoltre, "non influisce sulla fertilità della donna, né vi è alcun motivo per rimandare una gravidanza", scrivono facendo riferimento alle fake news circolate soprattutto in Gran Bretagna. 

La circolare del ministero

Oltretutto le indicazioni a vaccinare donne in gravidanza o in allattamento e bambini sono fornite anche in Italia dall'ultima Circolare del Ministero della Salute del 4 agosto e ribadite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in un documento del 25 giugno, sottolineano i medici. Quindi quella che occorre ora è una 'spinta' a vaccinarsi anche per queste categorie.

Gli over 12 vaccinati: i dati

Per le donne in gravidanza non è dato sapere quante hanno scelto di vaccinarsi, ma ci sono i dati del ministero per quanto riguarda le vaccinazioni dei più giovani. E in effetti non sono tantissimi: secondo gli ultimi dati ufficiali (che risalgono al 27 agosto) il 15,66% dei ragazzini tra i 12 e i 15 anni sono completamente immunizzati (e il 40,24% ha fatto la prima dose o la dose unica), mentre tra i 16 e i 19 anni i vaccinati sono di più: il 44,54% ha già ricevuto la doppia dose, il 67,45% non ha ancora fatto il richiamo o ha ricevuto la dose unica.

Le società che hanno aderito all'appello

L'appello a vaccinarsi viene da: Società Italiana di Neonatologia (Sin), Società Italiana di Pediatria (Sip), Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi), Associazione Ginecologi Universitari Italiani (Agui),  Società Italiana di Medicina Perinatale (Simp), Associazione Ginecologi Territoriali (Agite) e  Società Europea di Rianimazione Pediatrica e Neonatale (Espnic).
Tutti questi esperti  chiedono inoltre che si instauri un coordinamento centralizzato, come in altri Paesi Europei, per la vaccinazione di queste categorie al fine di evitare disparità a livello locale e regionale, e che l'informazione su questi temi sia veicolata in maniera scientificamente valida e con la adeguata competenza specialistica.

"Accelerare la campagna vaccinale"

Pone l'accento sul ruolo fondamentale dei vaccini nel ridurre le forme gravi di Covid-19 e con esse i ricoveri anche il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, per il quale in quest'ultima ondata dell'epidemia i ricoveri si sono dimezzati rispetto alle ondate precedenti. "Questo vuol dire che il vaccino funziona", ha rilevato, e le "differenze regionali importanti" che si osservano, "dipendono dalla copertura vaccinale e dalla percentuale di over 50 non vaccinati". 
Dal canto suo anche il direttore di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, mette l'accento sulla necessità di accelerare la campagna vaccinale, al fine di evitare "un settembre caldo". Per il fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook 'Coronavirus-Dati e analisi scientifiche', il vero banco di prova sarà la riapertura delle scuole:  "Abbiamo visto una forte crescita dei casi in luglio, poi - ha detto - si è raggiunto il picco e c'è stato un rallentamento; da tre settimane i casi non stanno più aumentando e la situazione epidemiologica è stabile". 

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